Se giudichi le persone, non hai il tempo di amarle.
(Madre Teresa di Calcutta)

Questi teneri scoiattoli!

E’ di questi giorni la notizia dell’invasione degli scoiattoli grigi provenienti dal vicino Parco del Valentino. Alcuni edifici in Via Madama Cristina e dintorni li hanno visti esploratori curiosi ed affamati. Sono passati anni dal nostro primo articolo, ma lo ripubblichiamo volentieri perché di stretta attualità.

LA NATURA ARTIFICIALE DELL’AMBIENTE URBANO

Lo Scoiattolo Grigio

Forse sarà capitato anche a voi, in qualche parco cittadino o vicino a qualche viale alberato, di incontrare quei simpatici roditori, dalla lunga coda vaporosa e arrotolata: gli scoiattoli.

La mente rimanda subito ai film di Walt Disney e l’incontro immediatamente rasserena l’animo: “… forse, nonostante l’inquinamento, il buco dell’ozono, il riscaldamento del pianeta e la crisi economica, la Natura vince sempre. Torino è ancora un ambiente pulito e adatto agli animali selvatici, una grande città che ha saputo rimanere verde e a misura d’uomo”; questo è stato il mio primo pensiero, alla vista dell’animaletto. Forse qualcuno dei lettori avrà pensato la stessa cosa.

Dopo il primo stupore, l’idea di scrivere, finalmente, un articolo ottimista per il nostro giornale mi ha spinto ad informarmi. Ed ecco che mi ha colto il secondo stupore. La bestiola che ho incontrato è uno Sciurus Carolinensis, in italiano, uno Scoiattolo Grigio Americano. Improvvisamente, chi scrive, si è reso conto che l’esemplare non fosse piccolo e rossiccio, come lo aspettava, ma grigio e corpulento.

Indagando ancora, scopro che lo Scoiattolo Grigio è stato inserito nell’Elenco delle 100 specie invasive più dannose al mondo, e che in Gran Bretagna ha danneggiato gravemente boschi e foreste, a causa della sua abitudine di scorticare la base degli alberi, privandoli delle difese naturali contro il freddo dell’inverno e i parassiti. In Piemonte è arrivato nel 1948, quando un diplomatico italiano di ritorno da una missione negli Stati Uniti, l’Ing. Giuseppe Casimiro Simonis di Vallario, colpito dalla piacevole socievolezza dell’animale, liberò 2 coppie nel parco della propria villa di Cambiano. Da allora, vivendo prevalentemente sul terreno, lo Scoiattolo Grigio raccoglie la maggior parte dei semi e della frutta secca che cade dagli alberi, a discapito dello Sciurus Vulgaris, lo Scoiattolo Rosso, da sempre presente nei nostri boschi. Il Rosso, che vive sugli alberi, quando scende a cercare ghiande e nocciole, trova solo pochi avanzi. Se la femmina non riesce a raggiungere un peso minimo, non va in calore e così non si riproduce. Al contrario, il Grigio, sazio e pasciuto, fa una media di 4 cuccioli ogni sei mesi. Oggi lo Scoiattolo Rosso è considerato una specie in pericolo di estinzione.

Nel 1997, l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica con l’Università degli Studi di Torino, ha preparato un progetto di eradicazione dello Scoiattolo Grigio dal territorio piemontese; nel 2008, lo Standing Commitee della Convenzione di Berna, ha aperto una procedura contro l’Italia in difesa della biodiversità; quest’anno l’Unione Europea ha finanziato un programma per l’eliminazione delle specie aliene; il Ministero dell’Ambiente ha stanziato 1 milione e 930 mila euro per mandare nei boschi a sud di Torino frotte di studenti dell’Università di Torino a catturare e sterilizzare le povere bestiole incolpevoli, tra le proteste degli animalisti.

Forse, gli scoiattoli hanno intuito il pericolo imminente e si sono trasferiti in città, trasformando così una pericolosa alterazione dell’equilibrio naturale causata da un uomo disattento, nella beata illusione di una città ecologica e amica degli animali, a misura di uomini disattenti.

Anche questa volta, purtroppo, nessun articolo ottimista.

Andrea Simone

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