“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Piranesi. La fabbrica dell’utopia

L’offerta museale della città di Torino, si arricchisce di un nuovo e prestigiosissimo spazio all’interno della galleria Sabauda. Questo si aggiunge alle sale di Palazzo Chiablese ed è destinato ad ospitare mostre d’arte e di archeologia che manterranno contatto diretto con le Collezioni permanenti dei Musei Reali.

Si ospiteranno qui le mostre temporanee che fin’ora non trovavano un sede propria all’interno delle sale palatine.

Proprio in questa suggestiva cornice si è aperta a Torino (6 dicembre 2017-11 marzo 2018) l’esposizione “Piranesi la fabbrica dell’ utopia”.

La mostra dedicata all’artista, veneto di nascita ma reso famoso dalle sue rappresentazioni della Roma antica, presenta 93 incisioni, accompagnate da un importante contributo fotografico di Andrea Jemolo e da un emozionante lavoro “immersivo” nelle carceri piranesiane realizzato dal Laboratorio Tecit-Pecro del Sant’Anna di Pisa che da anni svolge attività di ricerca nei campi della robotica avanzata e che permetterà al pubblico che visita la mostra di osservare alcune opere in tridimensione.

Le opere, provenienti dalla Fondazione Giorgio Cini, dalle collezioni del Museo di Roma di Palazzo Braschi e dalla Galleria Sabauda, rendono merito alla versatile e multiforme attività artistica di Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), che fu non solo grande incisore, ma anche architetto e archeologo e che applicò la matrice vedutistica della propria formazione veneta ad una viscerale passione per le grandiose rovine di Roma, dove si trasferì nel 1740.

La sua vastissima produzione di acqueforti, ricche di visioni prospettiche a metà tra ricerca archeologica e pura fantasia, fecero di Piranesi uno degli artisti di maggior successo in un mercato artistico in veloce espansione, qual’era quello romano nel periodo culminante del Grand Tour, il tradizionale viaggio attraverso l’Europa effettuato dai giovani aristocratici allo scopo di perfezionare la loro cultura.

Il percorso fra le sue opere più celebri vede quindi esposte le Vedute di Roma, dalle amplificate prospettive architettoniche, i Capricci eseguiti ancora sotto l’influsso di Tiepolo, le suggestive visioni della serie delle Carceri, fino alle varie raccolte di antichità romane.

Dalla fondazione Cini provengono le digitalizzazioni tridimensionali di alcune invenzioni piranesiane mai realizzate, come il celeberrimo tripode del Tempio di Iside a Pompei.

La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 8,30 alle 19,30.

Musei Reali di Torino, Galleria Sabauda, Sale Palatine, Piazzetta Reale 1.

 

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

 

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