“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Skyline sabaudo

Lo so, la polemica non è nuova e, ormai, davvero inutile, ma lo sky line torinese un po’ mi abbatte. Mi dà l’impressione di quei parenti poveri che si mettono in ghingheri per fare bella figura al pranzo di Natale. Questi due spilungoni che si stagliano nella conca cittadina, mi fanno un po’ tenerezza e un po’ rabbia. Stanno lì come a dire: ”Guardatemi, spicco, neh? Sono altissimo, più della Mole, neh!”

Embè? A noi la mole ci bastava, chè al mondo una mezza spilungona di quella forma non ce l’aveva nessuno. Altina e un po’ panciuta, bonaria, come gli osti di una volta. Il grattacielo no, è smisurato, spigoloso, anoressico. Ma se piantavano un bel po’ di alberi e ci facevano un parco con delle palazzine basse? Chè magari quelli che ci lavoravano dentro erano pure più contenti, che poi, non si sa mai, un riefolo di vento di troppo…

Comunque, è fatta, spiccare spiccano, un po’ uno sky line della mutua, ma ci si abitua a tutto.

Giulia Torri
giuliat@vicini.to.it

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