“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite.” (Alvin Toffler)

Violenza di genere: una mossa dell’Assessorato alle Pari Opportunità

Cuorgnè, rifiuta di ballare e viene ferita a calci: donna in ospedale, caccia all’aggressore (La Repubblica 17 marzo 2017)

L’amore non è mai violento, l’educazione contro la violenza di genere (La Stampa 12 gennaio 2017)

Quasi 7 milioni di italiane hanno subito violenze nella loro vita, ma solo l’11,8% denuncia.

Violenza sulle donne, leggi inefficaci (La Stampa, 21 novembre 2017)

L’analisi della commissione parlamentare: denunce sottovalutate e scarsa formazione degli operatori. Quasi 3 milioni di vittime da parte di compagni ed ex… Nel 2016 si sono registrati 149 omicidi con vittime femminili. Di questi 111 sono avvenuti in ambito familiare.

Sono quotidiane le notizie nei giornali su questo tema. Riprendiamo quest’ultimo articolo (Flavia Amabile, Roma)

“La violenza di genere e il femminicidio sono ancora una realtà in Italia, nonostante leggi, manifestazioni e battaglie condotte a ogni livello”. “La Stampa” riferisce le conclusioni del documento messo a punto dalla Commissione parlamentare di inchiesta (Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere; https://www.senato.it/4731) istituita a gennaio che denuncia con chiarezza i problemi, i vuoti legislativi, gli ostacoli ancora da superare. “Si va dalla formazione dei soggetti che hanno il compito di agire in caso di violenza di genere per evitare che sottovalutino gli episodi denunciati, all’assenza di coordinamento di chi deve prendere provvedimenti, alla necessità di creare a livello investigativo pool antiviolenza sul modello di quelli antimafia nella lotta alla criminalità organizzata“.

Gli autori delle violenze più gravi – scrive la Commissione nella relazione – «sono prevalentemente i partner attuali o gli ex partner. Due milioni e 800mila donne sono state vittime delle loro violenze»…In 2.872 casi (pari a quasi l’80%) il luogo dell’evento era costituito dall’abitazione».

«Emerge chiaramente un problema di sottovalutazione delle violenze denunciate – avverte Francesca Puglisi, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta -. Chi si occupa di accogliere le denunce e di contrastare il fenomeno deve essere in grado di distinguere la violenza domestica da una qualsiasi lite coniugale”.

…”Esistono buchi normativi da colmare come la durata delle misure cautelari che spesso è insufficiente a garantire la protezione della donna che ha denunciato una violenza. Ed è necessario andare avanti nella specializzazione dei magistrati inquirenti con la creazione di veri e propri pool antiviolenza».

Insomma, non è una novità, sembra che la legge e la giustizia siano tolleranti e garantiste con chi delinque e quantomeno indifferenti nei riguardi delle vittime.

Si può cominciare a fare qualcosa?

Ci prova l’assessorato cittadino alle Pari Opportunità con l’iniziativa LA CITTÀ ADOTTA UN PIANO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

Il 12 scorso l’assessore ai Diritti Marco Giusta ha presentato con un comunicato la mappa di un percorso di integrazione e di condivisione di strumenti e canali di comunicazione tra le diverse realtà che si occupano di questo fenomeno. Un Piano antiviolenza promosso dalla Città, che unisca le forze e adotti un sistema di pratiche e saperi condivisi nell’azione quotidiana contro la violenza di genere sulle donne. Un panorama ricco e attivo, quello che si presenta in città, che attraverso il Piano può trovare una strutturazione e collaborazione attiva tra tutte le realtà coinvolte, puntando a un cambiamento che deve essere culturale.

Oggi la Città di Torino ha tre punti di forza nella prevenzione e nel contrasto della violenza sulle donne, che fanno capo a tre diversi assessorati: il Centro Antiviolenza della Città (assessora Sonia Schellino), il Nucleo di Prossimità (assessore Roberto Finardi) e il Servizio Pari Opportunità (assessore Marco Giusta). La Città di Torino è inoltre parte del CCVD – Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne (istituito dalla Città nel 2000 e allargato al territorio metropolitano nel 2010), di cui l’assessore ai Diritti Marco Giusta è presidente.

“La finalità del progetto – spiega l’assessore Marco Giusta – è di rendere la città libera dalla violenza di genere contro le donne”, agendo sul fronte interno e sul fronte esterno all’Amministrazione. Attraverso una serie di obiettivi, quali il rilevare e contrastare le forme di violenza di genere interne ed esterne dall’Amministrazione; mappare opportunità e strumenti di prevenzione e contrasto già presenti all’interno dell’Amministrazione e nel territorio e metterli in rete; imparando in particolare dai saperi delle associazioni femminili e femministe attive su questo territorio. Definire modalità di lavoro condivise tra l’Amministrazione e le reti territoriali associative e istituzionali. Far interagire i diversi strumenti, normativi o di altra finalità, che definiscono l’ambito di lavoro legato alla violenza di genere contro le donne. Creare connessioni tra le diverse forme di violenza di genere, nell’ambito dell’accoglienza e del supporto alle persone che subiscono violenza (per esempio, interazione tra violenza contro le donne e transfobia).

Entro gennaio sarà costituito un “Gruppo di Coordinamento interno” ed entro febbraio si avrà la delibera di costituzione del Piano che agirà nell’ambito dell’Amministrazione comunale.

Anche all’esterno, nell’ambito del privato sociale impegnato su questo fronte, è necessaria, secondo l’assessore, una “mappatura di strumenti e spazi esistenti di prevenzione e contrasto e occorre rafforzare le reti associative e istituzionali. I due ambiti si incontreranno nella comparazione degli strumenti adottati e dei linguaggi, in modo da sviluppare una cultura comune nella cura delle persone coinvolte e nell’azione di contrasto. Entro il mese di marzo si dovrà istituire un tavolo di lavoro che riunisca servizi dell’Amministrazione comunale e di altre Amministrazioni, altri enti e associazioni.

In tale ambito d’intervento, la Giunta ha oggi approvato la concessione di contributi per la gestione di sportelli di ascolto gestiti da associazioni del settore.

L’obiettivo dunque è di completare la definizione del Piano entro il prossimo mese di marzo.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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