“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Anteprima regionale del film Trenta – Romanzo d’espiazione di Vittorio Bedogna

Prosegue giovedì 25 gennaio la rassegna cinematografica Visioni Condivise, organizzata da Luoghi Comuni Porta Palazzo e dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC), con l’anteprima regionale del film documentario Trenta – Romanzo d’espiazione diretto da Vittorio Bedogna che incontrerà il pubblico insieme al critico Edoardo Peretti presso la residenza temporanea Luoghi Comuni Porta Palazzo in Via Priocca 3 a Torino.

La proiezione è a ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili in sala.

Il film è un racconto di un viaggio dentro le ansie, le paure e i preconcetti che talvolta ci impediscono di “partire”. E’ un romanzo di formazione a capitoli scandito da piccoli riti di redenzione. Ma è anche un itinerario a tappe tra Europa e Stati Uniti, segnato da incontri e interviste: Milano, Londra, Bruxelles, Berlino, Halle (Sassonia), Poznan (Polonia), Barcellona, New York e ancora Milano. Storie di decolli e di treni persi. Di scelte e di strade possibili.

“Trenta – Romanzo d’espiazione, il mio ultimo lavoro, narra la mia storia. Fin da piccolo ho sempre subito il fascino esotico di atlanti, cartine geografiche, libri di viaggio e mezzi di trasporto; così come ho sempre ammirato chi, per i motivi più diversi, aveva la fortuna di potersi spostare continuamente. Dopo gli studi universitari mi sono subito ritrovato, controvoglia, alle prese con un lavoro fisso, e ne sono rimasto ingarbugliato, non riuscendo mai ad assecondare in maniera definitiva il mio desiderio di partire. Nonostante ciò l’interesse per il tema del viaggio non smetteva di crescere, così come l’invidia per tutti gli amici che vedevo lasciare l’Italia. Vecchie conoscenze, colleghi o ex compagni di scuola si muovevano senza timore verso nuove strade e nuove possibilità, mentre io ero bloccato nella mia vita d’ordinanza, incapace di lasciare il sentiero tracciato. Cosa che, a lungo andare, cominciava a pesarmi. Che cosa fare per liberarmi del senso di colpa per non essere mai riuscito a partire? Come espiare il fatto di essere sempre rimasto immobile? Al giro di boa dei trent’anni, spinto da queste domande, mi sono messo in viaggio. Ho deciso di andare a trovare tutti i miei amici espatriati, facendomi raccontare i motivi che li hanno spinti ad andarsene.” Vittorio Bedogna

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

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