“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Il bitcoin del pensionato

Venti dollari. 200, 2000, 20.000. La corsa del Bitcoin non si arresta. Casalinghe che trascinano il carrello della spesa, pensionati che controllano in banca i rendimenti del loro gruzzoletto in BOT e CCT, si avvitano sulla domanda: ma cosa sono questi bitcoins? Sono un investimento sicuro?

La risposta alla prima domanda si trova nel capitolo I del manuale di Economia. Ma la domanda è un po’ diversa, più generale: cos’è la moneta?

Come si spiega ai bambini, pensare di andare al mercato con una gallina sotto il braccio per scambiarla con zucchine ed arance è un’idea abbandonata da tempo. Quante “unità” di zucchine ed arance ci vogliono per fare una gallina intera?

Quindi, prima risposta: la moneta è una “unità di conto”, con cui si misura il valore di beni e servizi.

Ma è anche uno “strumento di pagamento”: come tale esiste in quanto una certa comunità è disposta ad accettarla come mezzo di pagamento. In sostanza, se andaste al mercato a comprare zucchine da un venditore tunisino, è difficile che questi accetterà in pagamento dinari tunisini. Mentre accetterà come tutti gli altri un pagamento in euro.

Va da sé che da questo punto di vista, almeno per il momento, il pagamento in bitcoins ha più o meno la stessa valenza della gallina.

C’è un altro aspetto, più complicato e anche controverso: quello della “riserva di valore”.

Nel passato i signorotti locali facevano carte false per ottenere dai sovrani il diritto di battere moneta. Coniavano monete in metallo pregiato facendole produrre al proprio orafo di fiducia, e quando queste rientravano, attraverso pagamenti e gabelle, l’artigiano limava un po’ di oro o di argento per compensare il servizio offerto alla comunità da parte del signore: pratica progenitrice del servizio bancario. Ancora oggi questa pratica si chiama signoraggio.

E tuttavia, il valore era costituito in larga misura dal valore intrinseco della moneta, metallo prezioso incluso.

(le definizioni fra virgolette sono dell’opuscolo “La moneta e gli strumenti di pagamento alternativi al contante” della serie “Quaderni didattici della Banca d’Italia”).

Oggi questa funzione di garante del valore di scambio e riserva di valore della moneta è svolta dai governi, in particolare dalle Banche centrali. Cosa dicono dei bitcoins queste autorità?

Raccogliamo “paro paro” questo parere del vicedirettore di Bankitalia, Fabio Panetta, da un ‘intervista de La Stampa” (Marco Zatterin, 2/1/2018)

«Alcuni credono che sia una moneta e non lo è. Non è unità di conto, non è riserva di valore, non è mezzo di scambio. Non ci si può comprare il pane, nessuno ci fa il bilancio. E non ha valore di uso come gli immobili. Soprattutto, Bitcoin non ha uno Stato dietro».  Già gli immobili, salvadanaio degli Italiani.

Quindi, cos’è?

«Un contratto che ci si scambia nella convinzione che possa valere di più in futuro. È un contratto altamente speculativo. La sua volatilità lo rende simile a una scommessa».

Una scommessa.

Chi ha fatto una scommessa è un imprenditore di Alba che ha installato un bancomat per bitcoins: lo mostra compiaciuto alle telecamere del TG regionale. Infila una banconota da 10 euro e riceve uno scontrino con sopra scritto uno 0 virgola uno sterminio di zeri ed il simbolo magico B dollarato  a seguire.

Ci si potrebbe fermare qui: il fatto che dietro non ci sia uno Stato ma un algoritmo più immateriale del più micidiale dei virus, custodito gelosamente da server con capacità di calcolo tendente ad infinito da dei custodi che nella nostra fantasia mediocre possono solo assomigliare al megapresidente galattico di Fantozzi (magari anche questi server stanno dentro un acquario) vestito di bianco e con le ali, va oltre la capacità di immaginare.

Intanto sugli smartphones di casalinghe e pensionati circolano gli avvisi dei venditori “13.000 euro garantiti in una settimana”. La logica è sottile: se investite l’1% del vostro patrimonio e perdete tutto, sarete l’1% più poveri, ma se tutto continuerà come la tendenza lascia supporre potreste intascare una valanga di soldi.

Già, se una valanga di soldi ce l’hai già: se investi mille euro e sono quelli che ti servono per pagare bollette, tasse, che so, zucchine, e li perdi, cosa racconti alla famiglia?

Ma davvero la tendenza al rialzo è inarrestabile? Vediamo anche questo articolo da Fortune David Z. Morris July 1, 2017

“Bitcoin is currently down about $500, or nearly 17%, from its June 12th peak of $3,000 per coin”. Non servono la traduzione e la laurea in economia, no?

Almeno Fantozzi aveva la Pina che lo confortava…

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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