“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Incontro con Simona Lo Iacono “Il morso”. Per Leggermente 2017-2018

Se chiedete in giro, non vi diranno che ho un nome. Non vi diranno neanche che ho mente e lingua. Scrolleranno le spalle con insofferenza, qualcuno con pietà”.

Inizia in questo modo la presentazione di sé che fa Lucia Salvo, la protagonista de “Il morso”, il romanzo di Simona Lo Iacono, che verrà presentato il prossimo 2 febbraio, presso la libreria La Gang del pensiero, nell’ambito di Leggermente Torino, sbarcato da quest’anno anche in zona San Donato.

Lucia ha sedici anni, e nella Palermo di metà ‘800 finisce a servizio presso la casa dei nobili Ramacca, in balia dei capricci del Conte figlio, portando con sè l’impietosa nomea di «babba», ossia pazza, in virtù di crisi epilettiche, tanto violente quanto improvvise, da cui viene assalita. Il destino per lei ha previsto anche altro: l’amore disperato per un rivoluzionario recluso nel carcere dello Steri e un ruolo significativo durante i moti indipendentisti siciliani del 1848.

In una recente intervista la scrittrice ha dichiarato di essersi ispirata per Lucia ad un personaggio realmente esistito: l’ha però immaginata anche affetta da epilessia, ad attribuirle quasi un alone di sacralità, per l’imprevedibilità dello scatenarsi degli attacchi e il mistero dell’origine di questo male, che può essere letto anche come simbolo del mistero da cui è avvolta l’esistenza umana.
I personaggi dei miei libri sono o streghe o pazze”, ha osservato con autoironia la Lo Iacono, riferendosi anche a “Le streghe di Lenzavacche”,  felice romanzo di esordio: ma il fatto che le sue eroine – in qualche modo – celino una realtà diversa da quella che manifestano, riporta anche alla natura profonda della scrittura e dell’arte.
L’ispirazione dell’autrice, che è nata a Siracusa, dove ha seguito studi classici, risente della cultura di cui è imbevuta: la sua scuola, ex collegio di carmelitane, privo di palestra, costringeva le allieve a svolgere le attività ginniche nel teatro greco della città. Molti dei suoi personaggi, quali il nano Minnalò e il castrato signorino, hanno preso vita da queste atmosfere affascinanti e rappresentano – come le maschere del teatro antico – condizioni emblematiche della vita dell’uomo.

La scrittura di Simona Lo Iacono, ora magistrato del tribunale di Catania, impegnata nel sociale ma con la passione per la letteratura, è suggestiva e potente: come nella descrizione di Palermo e del suo “sole spudorato”, che illumina e dà vita a colori, suoni e profumi. E a personaggi di contorno difficilmente dimenticabili, come l’evirato cantore, per il quale la scrittrice concepisce, nel finale,  una svolta struggente e inaspettata.

Venerdi 2 febbraio ore 18
Libreria ‘La gang del pensiero’, Corso Bernardino Telesio 99, Torino
Simona Lo Iacono
presenta il libro “Il morso” Neri Pozza Editore

Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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