“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite.” (Alvin Toffler)

Votare non Chi ma Come: un vademecum per elettori mediamente sprovveduti

Si è tenuto giovedì 22 scorso l’incontro sulla legge elettorale organizzato dalla redazione del giornale Vicini in collaborazione con Cascina Roccafranca ed il Gruppo Fra le Righe.

La legge elettorale è una legge non solo recente, ma molto innovativa rispetto al passato. Cercando di interpretare l’esigenza dei nostri lettori per affrontare almeno alcuni dei loro e dei nostri dubbi, VOTARE: non chi ma come (riflessioni sulla Legge elettorale ed elementi di contorno) voleva proporre il tema secondo varie prospettive.

Giorgio Ferraris ha descritto i contenuti della legge, partendo dalle diverse tipologie di sistemi elettorali.  Accennando ai vari sistemi succedutisi nella nostra storia recente, si è soffermato sulla legge Mattarella (1993), caratterizzata da una forte componente maggioritaria (volta a favorire lo sviluppo di una forma di bipolarismo),  e sulla Calderoli (2001 chiamata Porcellum) un proporzionale con un forte premio di maggioranza poi dichiarata incostituzionale proprio per questo aspetto. Questo percorso meritava di essere ricordato nel momento in cui siamo chiamati a votare con una legge certamente macchinosa ed oscura.

Funzionale a questa esposizione è il rapporto, su cui ha relazionato Piero Benusiglio, tra legge elettorale e Costituzione in quanto legge fondante della Repubblica.  Una volta richiamata l’origine della Costituzione ed il significato delle sue norme, Benusiglio si interroga sulla sua attualità in relazione ai cambiamenti avvenuti ed in atto, l’ Unione Europea (ricorda che i trattati europei prevalgono sulle leggi nazionali) ed i flussi migratori, fra i più rilevanti.

Da parte nostra potrebbe essere utile ritornare su alcuni aspetti che hanno destato particolare attenzione da parte del pubblico.

Le modalità di voto

Ecco come si vota, secondo quanto esposto durante l’incontro

  1. Tracciando un segno sul contrassegno della lista nel rettangolo contenente anche i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto così espresso vale ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale ed a favore della lista nel collegio plurinominale.

COMMENTO: il candidato uninominale potrebbe appartenere ad una forza politica diversa da quella della lista votata. Quindi l’elettore di fatto ha votato anche per il candidato uninominale, non necessariamente gradito.

 

 

  1. Tracciando un segno solo sul nome del candidato nel collegio uninominale.

Il voto è comunque valido anche per la lista collegata.

 

In presenza di più liste collegate in coalizione, il voto è ripartito tra le liste della coalizione, in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista in tutte le sezioni del collegio uninominale.

COMMENTO: anche se il candidato è l’espressione di una sola forza politica, è come se l’elettore avesse dato il voto a tutte le forze politiche della coalizione.

 

  1. Tracciando:

un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato del collegio uninominale e un segno sul contrassegno della lista che contiene anche i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale.

Il voto così espresso è valido sia per il candidato uninominale sia per la lista.

COMMENTO: Il risultato del voto è coerente con le intenzioni dell’elettore

Avvertenze: attenzione a non invalidare la scheda

Solo queste 3 modalità sono ammesse: se si tracciano altri segni la scheda è nulla. Non è previsto il voto disgiunto.

Presso Cascina Roccafranca sono rimaste alcune copie di un foglio dal titolo “La Legge elettorale in pillole” che illustra in sintesi tutti gli aspetti della legge che possono essere di interesse diffuso.

I programmi

Paolo Griseri (di “la Repubblica”) ricorda che la legge elettorale obbliga le liste a depositare un programma non le coalizioni. Si potrebbe così creare una difformità tra le intenzioni delle singole liste e la disponibilità della coalizione a creare (e rispettare) un programma comune. Repubblica.it ha pubblicato un confronto in sintesi tra le varie proposte (anche a livello di coalizione) sui temi più rilevanti dell’attualità, dal lavoro alle pensioni, all’ambiente, ai migranti, fisco, sicurezza, europa, diritti civili, “Uguali o diversi. A confronto i programmi elettorali dei partiti in corsa per le politiche” di Pasquale Quaranta 

Non sono solo i programmi a creare confusione: altro elemento, questo del tutto aleatorio, sono gli aspetti psicologici dell’elettore su cui è intervenuto Giovanni Pagliero, già Presidente della Circoscrizione 9 oggi consigliere della 8: eventi contingenti come i fatti di Macerata o la convivenza con nuclei consistenti di immigrati come capita nella sua Circoscrizione (Lingotto ex MOI) potranno influire in modo significativo per i residenti.

Molte domande sono emerse dal pubblico, in particolare circa le modalità di computo dei voti, su cui non si è potuto rispondere. Da un lato possiamo rinviare al “Manuale elettorale” documento emesso dal Servizio studi della Camera dei Deputati che affronta tutti gli aspetti, dal sistema elettorale alle operazioni di voto. Si tratta comunque di un documento di non facile lettura (566 pagine pdf); usare lo strumento “trova” del programma) e come giornale ci possiamo impegnare a rispondere ai nostri lettori, sempre con i nostri limiti, attraverso la sezione dedicata ai commenti.

Infine riprendiamo l’invito rivolto dalla professoressa Anna Mastromarino, ordinario di diritto Costituzionale comparato presso l’Università di Torino, dal video proiettato all’inizio : non ci fasciamo la testa, andiamo al seggio pensando di votare la persona o la lista che riteniamo possa rappresentarci secondo il nostro modo di concepire e di intendere la nostra società: e pensiamo la legge come uno strumento, più o meno efficace, per rispondere a tale necessità.

gianpaolon@vicini.to.it

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1 Commento su Votare non Chi ma Come: un vademecum per elettori mediamente sprovveduti

  1. Ricordiamo anche un aspetto non richiamato nella conferenza: nella scheda elettorale, tra le varie novitò, troveremo un “tagliando antifrode” con un codice progeressivo alfanumerico. ATTENZIONE. Non bisogna staccarlo. Dopo ave votato, dovremo restituire la scheda al presidente di seggio che controllerà la corrispondenza del codice con quello annotato nel registro elettorale. Il presidente stesso provvederà ad inserire la scheda nell’urna.

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