“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite.” (Alvin Toffler)

W la scuola

Cominciano ad apparire all’entrata di scuole torinesi dei cartelli in cui si ricorda al gentile pubblico che mettere le mani addosso agli insegnanti è reato. Ovviamente a dimostrare che qualcuno le mani ogni tanto ce le mette. Chiedersi come mai si è arrivati a questo punto è cosa dolorosa e masochistica che ha avuto riposte ben più titolate di quelle che saprei dare io. Sostanzialmente alla scuola e all’insegnante non viene riconosciuto né ruolo né valore e quindi, perchè non bistrattarli un po’? Io me lo vedo, lo stesso padre che ha appena malmenato e insultato l’insegnante di suo figlio che fa la stessa cosa con un idraulico per esempio.

– Lei è un incompetente, questo tubo è perfetto, non c’è niente da aggiustare.

– Guardi che questo tubo è rotto, va riparato, se no, le si allaga la casa!”

– Ma come si permette di giudicare il mio tubo? Chi è lei per giudicare il mio tubo? Io le spezzo le ossa, neh! etc. etc.

Eh no, questo non si fa, l’idraulico sa bene il fatto suo, perbacco.

E su questa scia: “Perchè mio figlio non dovrebbe venire a scuola vestito come un tarantolato, con elastico e logo mutandale bene in evidenza, jeans di cui non rimane che la scocca, e, nel caso femminile, con minigonna inguinale e trucco fosforescente? Già, perchè?

Probabilmente perchè quegli stessi ragazzi, quando si dovranno presentare ad un colloquio di lavoro, dovranno, per forza di cose, impacchettarsi in ecumenici blazers e tailleurs e sperare in Dio, per esempio. O perchè riconoscere e adattarsi alle diversità delle situazioni è un segno di intelligenza, oltre che di collaborazione alla sacrosanta perpetuazione della specie.

Mi sono divertita col preambolo, ma ora arrivo al sodo e dichiaro i miei incondizionati affetto e stima per quella preside di Moncalieri che ha cercato di affrontare il problema con competenza, buona volontà e buon senso. Trovandosi addirittura a ricevere il beneplacito degli studenti. La signora ha stilato un semplice decalogo di buona creanza, l’ha inoltrato su FB ad allievi e genitori ed ora lo proporrà al Consiglio d’istituto. Semplice no? Che dire? Tifo per lei.

 

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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