“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite.” (Alvin Toffler)

‘Una vita spericolata’

L’attaccamento del regista Marco Ponti al territorio piemontese  è noto: nato ad Avigliana, fin dal primo lungometraggio Santa Maradona colloca molte location dei  suoi film  nella nostra città e ha collaborato con importanti realtà della scena culturale torinese, come il Gruppo della Rocca/Teatro Stabile di Torino.

Nel 2015 e il 2016  mette in scena due pellicole, Io che amo solo te e La cena di Natale, tratti dagli omonimi romanzi  best seller di Luca Bianchini, scrittore nato a Nichelino.

Girato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, tra la Valsusa e il Salento, Una vita spericolata spazia tra i generi: dal noir al pulp, allo spaghetti western, risultando infine una commedia d’azione, che riecheggia – per stessa ammissione del regista durante l’anteprima che si è svolta al Cinema Reposi – l’atmosfera on the road di Sugarland Express, con la fuga di una coppia di ricercati  seguita con simpatia dall’opinione pubblica.

La vicenda narra di un giovane meccanico, Rossi, (Lorenzo Richelmy) in difficoltà economiche,  il quale va in banca per farsi fare un prestito: diventato rapinatore suo malgrado, scappa insieme all’amico del cuore BB (Eugenio Franceschini)  e a una ragazza coinvolta per caso, con un malloppo che vogliono riprendersi  sia le forze dell’ordine che alcuni loschi figuri.

Il registro grottesco non impedisce al film di mettere a fuoco alcuni tic del nostro tempo: i giovani fuorilegge assurgono a star con cui condividere un selfie, l’amoralità dei genitori disposti a tutto per i loro figli, una polizia spesso incapace e corrotta, la situazione dei giovani in Italia, tra difficoltà reali e disincanto, dato che –  si sa – “le banche prestano soldi a chi li ha già”. E la precarietà del successo, nel lavoro come nella vita artistica, quanto mai temporaneo e volatile, come dichiara l’irresistibile Soledad (Matilda De Angelis): “ Quando esce l’Phone 8  chi è che vuole l’iPhone 5? Io sono l’iPhone 5.”

Insomma: forse la sceneggiatura  “di un piccolo film, ma con tante scelte spericolate” – per dirla con lo stesso  Ponti  – funziona un po’ a intermittenza, ma si ride parecchio e i giovani attori sono disinvolti e credibili, in particolare Franceschini promette  bene. E, infine, i camei di Michela Cescon, nei panni di una mantide dal cuore di ghiaccio, e di Libero di Rienzo,  stralunato poliziotto della scientifica, lasciano il segno.

Il regista si è rivelato attento  alla qualità delle musiche, che tradiscono anch’esse matrice sabauda: dal torinese Samuel Romani dei Subsonica che firma il brano Dove Scappi, dei titoli di coda,  alla colonna sonora  di Gigi Meroni e Tom Morello. Il primo, un affermato compositore negli Stati Uniti è l’omonimo nipote dell’indimendicato calciatore del Torino; il secondo è un cantautore polistrumentista americano, di  origini piemontesi.

 

Regia di Marco Ponti con Lorenzo Richelmy, Matilda De Angelis, Eugenio Franceschini.

Da giovedì 21 giugno è nelle sale torinesi.

 

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

 

 

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