“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Orgogli cittadini

Eravamo tutti così contenti di avere un altro bel primato torinese: la casa di tolleranza modello Barbie!

Invece i soliti guastafeste fissati con la salute, la pulizia e magari pure l’evasione fiscale, la vanno a chiudere proprio all’inizio di un promettente percorso imprenditoriale. Dopo che si era raggiunto un tutto esaurito di prenotazioni fino al 2023 che manco se lo sognavano gli sponsor del Vasco nazionale, per non parlare di quei barbogi di Torino Spiritualità, arriva il solito nucleo igienista e trova da ridire sul fatto che le gommose signorine e signorini atti a soddisfare le fregole sabaude, peccano su alcuni insignificanti e trascurabili dettagli, tipo l’impossibilità di accedere all’italico orgoglio, cioè il bidet, e quindi sospettati di non verificabile igiene.

Mi rendo conto che l’argomento è hard e spero di trattarlo con la dovuta dose di elegante superiorità.

Non so che fine farà l’inglorioso ambaradan già ben avviato, né come avverranno i rimborsi del pattuito e in quale forma. Mi piace pensare che la cosa sarà rimandata di qualche lustro, diciamo quella decina di lustri necessari a mettermi al sicuro dalle raccapriccianti notizie future sull’argomento.

La domanda birichina però me la pongo: ma le signorine di gomma, forzate per un periodo magari lungo all’inattività, scadranno come lo yogurt?

 

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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