“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Attraverso la cinepresa di Ceste, Signetto e Tannoia

In questi giorni a Torino si celebra il lavoro di tre originali registi italiani mancati da poco : Armando Ceste, Alberto Signetto e Alessandro Tannoia ( Tannoya come usava firmarsi ).
BISOGNAVA MUOVERSI è il nome della rassegna cinematografica dedicata a questi tre pionieri piemontesi curata da numerosi volontari riunitisi con il nome di Cantiere Ceste-Signetto-Tannoia e con l’appoggio dell’AMNC ( Associazione Museo Nazionale del Cinema).

L’intento è quello non solo di omaggiare e ricordare il loro impegno cinematografico, per chi segue da tempo l’attività dei tre registi, ma anche di farlo scoprire a chi non vi si è mai approcciato.
Il pregio, o il difetto come qualcuno potrebbe ribattere, di Ceste, Signetto e Tannoia è stato quello di aver voluto abbinare tecniche cinematografiche innovative che si rifanno per molti versi al filone del cinema underground e temi “impegnati” di attualità sociale, due scelte che non sono sempre state amate dal pubblico, o per lo meno dalla sua maggioranza.

Infatti per il loro carattere ironico, possono risultare non facilmente apprezzati cortometraggi come per esempio “Vita da cane” ( del 1998 ) di Alessandro Tannoia, Lucio Lionello e Marco Bertolino in cui un uomo affamato prima ruba il cibo di un cane e poi, non contento, ricorre ad altro per sfamarsi…

E chi di sua spontanea volontà, senza che nessuno gli spieghi il significato, guarderebbe un cortometraggio come quello di Alberto Signetto intitolato “Riflessioni sull’alluce” ( 1994 ) a meno che egli non nutra una simpatia per questa parte anatomica? Ma tralasciando i soggetti a volte decisamente anticonvenzionali, in tutti i cortometraggi dei tre registi, si può percepire l’impellenza di far sentire la propria voce e rompere gli schemi, la loro filmografia trasuda di messaggi sociali e politici, peccato però che questa “ambrosia” non sia commestibile da tutti.

Il progetto, che si propone di offrire una panoramica il più completa possibile dei temi trattati dai tre registi, ha avuto la sua inaugurazione l’8 Ottobre presso il Cinema Massimo di Torino con proiezioni intitolate “Linguaggio e Sperimentazione”. Il calendario prevede altre tre date: la prima sarà venerdì 12 Ottobre alle ore 18 presso l’Unione Culturale Franco Antonicelli (Via Cesare Battisti 4, ingresso libero) dove le proiezioni saranno accompagnate da un dialogo aperto tra pubblico e organizzatori. Seguirà l’appuntamento con la “Torino Post Industriale” martedì 16 Ottobre alle 20,30 al Cinema Classico ( Piazza Vittorio Veneto 5, ingresso 4 euro) e l’ultimo incontro di “Politica e rivoltagiovedì 18 Ottobre alle 21,00 al Cinema F.lli Marx (Corso Belgio 53, ingresso 4 euro).

Chiara Lionello

chiaral@vicini.to.it

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