“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Piemonte terra di cinema

Vedute dei giardini e della Reggia di Venaria ( ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

Piemonte, terra di cinema” è il titolo dell’incontro di formazione per cronisti locali che si è tenuto sabato 20 ottobre, presso la sala “il Movie” di Film Commission Piemonte, in via Cagliari 40/E, a Torino.

Tema del seminario: spiegare ai giornalisti quali enti operino a Torino per il cinema e analizzare l’impatto mediatico e turistico che il cinema ha nella nostra regione, attraverso l’esame di potenzialità e aspetti critici.
Ha avviato i lavori Alessandro Gaido, Presidente di Piemonte Movie, che ha motivato il coinvolgimento della stampa locale con la necessità di diffondere la conoscenza del rapporto tra i territori e il cinema. Dopo il saluto istituzionale di Francesca Leon, Assessora alla Cultura della Città di Torino, Alessandra Comazzi, critico televisivo nonchè presidente dell’Associazione Stampa Subalpina, ha aperto la tavola rotonda con Davide Bracco, responsabile delle Partnership istituzionali della Film Commission Torino Piemonte, Mercedes Fernandez Alonso, Managing Director del TorinoFilmLab e Franco Prono, Professore di Storia del cinema del Dams di Torino.

“ Filmcommission è un’agenzia a carattere pubblico (soci Comune e Regione), nata tra il 2000 e il 2001 per attrarre e sostenere produzioni e tecnici cinematografici che operino in Piemonte” ha esordito Davide Bracco. “ E’ stata la prima “filmcommission” italiana, ennesimo dei molti primati torinesi. Quando Gianni Amelio girò “Così ridevano” a Torino e il film il film vinse il Leone d’oro a Venezia, si ebbero i primi segnali di una ricaduta positiva sul territorio. L’investimento pubblico nella nascita di Filmcommission nasce a questo scopo”.

Mercedes Fernandez Alonso passa a illustrare la realtà del TorinofilLab, che “ nasce nel 2008 da una costola del Museo del Cinema. Si lavora sui film prima che vengano fatti, è il lavoro dietro le quinte. Tutor di tutto il mondo aiutano giovani registi, sceneggiatori e produttori a realizzare la propria opera. Ci sono tre corsi all’anno per diventare regista, sceneggiatore, produttore, oltre a workshop su sceneggiatura, lungometraggi, serie tv, documentari…Aiutiamo a produrre il prodotto cinematografico, seguendo tutta la filiera.” L’attività viene svolta grazie ai contatti internazionali dell’ente: vengono invitati al Torino film festival figure professionali dall’estero per farle incontrare con chi sta imparando. Pellicole importanti come La bicicletta verde  hanno visto la luce in questi studi. Insomma: il Torino film lab è “ambasciatore del cinema di qualità nel mondo”.

Davide Bracco entra nel merito spiegando come operi Filcommission concretamente: “Quando arriva la proposta di realizzazione di un film nella nostra regione, il location manager si adopera per cercare i possibili luoghi in cui girare, la loro accessibilità e ricettività. L’affitto delle location e i costi per l’ospitalità sono la prima ricaduta economica sul territorio, insieme agli incentivi offerti se la produzione assume il più possibile tecnici locali, che in genere coprono le maestranze impiegate per il 50 per cento. Ovviamente che si giri una fiction tv è più interessante di un film, perche si lavora più a lungo.”

Alessandra Comazzi chiede a Franco Prono, di spiegare cosa si intenda per cineturismo, tema che al docente sta molto a cuore e realtà sulla quale in effetti diversi Paesi europei vengono impiegate notevoli risorse. “Quando fu girato il film “Vacanze romane” aumentarono le visite degli americani in Italia. Ad Agliè, dove è stata realizzata la fiction Elisa di Rivombrosa, a suo tempo non c’era nessuna ricettività per il turista. Ora invece sono sorti alcuni ristoranti, un po’ tardivamente, purtroppo. Una programmazione condivisa tra produzioni e territorio sarebbe positiva. In altri paesi è una pratica fruttuosa: sul sito Visit Britain, ad esempio, vengono suggeriti tour alle location più belle dei film di Harry Potter o de Il Codice da Vinci”. Come in Svezia, dove si organizza il Millenium tour, un percorso attraverso i luoghi descritti nella trilogia di Stieg Larsson.
Dovrebbe esserci maggiore sinergia tra agenzie che lavorano in campo cinematografico, settore turistico – formando operatori atti a promuovere il cineturismo – e istituzioni. A questo proposito il professor Prono – oltre a precisare che in tutti i suoi corsi tiene alcune lezioni a tema “cineturismo”  – ricorda di quando avviò la costituzione dell’ “Enciclopedia del cinema” in Piemonte: furono create oltre 3000 schede relative a produzioni cinematografiche in Piemonte. Dal 2011 il sito è fermo perché privo di finanziamenti. Avrebbe potuto costituire anche uno strumento di promozione turistica.

Mentre si osserva che il territorio Langhe e Monferrato dovrebbe uscire dalla cultura enogastronomica aprendosi anche al cinema, come accaduto attraverso la buona collaborazione attivata per Movietellers, Bracco indica un ulteriore spiraglio positivo:
Film Commission Torino Piemonte, FIP (Film Investimenti Piemonte) e Regione hanno lanciato un “contest rivolto a sceneggiatori di tutta Europa al fine di selezionare il miglior concept per una serie tv di alto profilo storicamente ambientata nell’epoca della dinastia Savoia e capace di valorizzare la storia del territorio piemontese e il circuito delle residenze reali”.
Al progetto più meritevole verrà attribuito un finanziamento e “sarà accompagnato in un percorso produttivo indirizzato a un possibile sviluppo della serie ‘I Savoia’, grazie al coinvolgimento di società di produzione e reti televisive”.
Parlare della casa regnante che fu nostra per rilanciare in una chiave inedita i nostri territori: davvero riusciremo a portare The crown in Piemonte?

Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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