“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

‘Ricchi di fantasia’, di Francesco Miccichè

Il protagonista (Sergio Castellitto) è un geometra declassato a carpentiere, un po’ furfante, che gioca con i sentimenti delle persone che gli stanno accanto: si burla dei compagni di lavoro, tradisce la moglie, a cui impone di vivere con la propria madre, un’ indisponente reduce degli anni 70 e dell’amore libero.

Per vendicarsi degli scherzi e delle smargiassate di Sergio, i colleghi gli fanno credere che abbia vinto una grossa somma di denaro alla lotteria. A quel punto l’uomo deciderà di dare la svolta sempre desiderata alla sua vita, ma…

Trattare temi cruciali come vivere nell’attuale crisi economica e afffrontare i costi di una separazione coniugale nel nostro Paese in chiave grottesca richiede capacità di analisi di costume acuta e beffarda. Nonostante la protagonista Sabrina Ferilli, in una recente intervista, abbia definito il film una commedia “graffiante”, tale definizione è proprio il contrario di ciò che il film mette in scena: i problemi concreti sono affrontati in maniera superficiale, le figure di contorno anziché “tipi” umani risultano caricature, l’ascesa sociale del proletario – impedita dal vero ricco, scaltro e intelligente – è risarcita dallo straniero buono e generoso, in un’immagine altrettanto stereotipa benchè di segno opposto alla vulgata corrente.

Insomma: non basta mantenere il proprio nome di battesimo (infatti i protagonisti si chiamano Sabrina e Sergio), come accadeva nei film della commedia all’italiana, per esserne all’altezza, ossia saper rappresentare in chiave comico-satirica la mentalità e le convenzioni di questo tempo.
E se la prestazione di Castellitto non delude, la Ferilli risulta non in parte: ingombrata dalla propria fisicità, è decisamente fuori fuoco la recitazione.
Francesco Miccicchè, figlio dello storico del cinema e critico cinematografico Lino, è regista di mestiere come dimostrano i  lavori di successo (ha curato la regia di numerose serie televisive e docufiction, oltre alla realizzazione le prime annate di “Sfide”, programma condotto da Alex Zanardi su Raitre). Ma in questo caso, soggetto e sceneggiatura non imbandiscono una storia che davvero sappia divertire o – come si diceva – “graffiare”.

Dal 27 settembre nelle sale torinesi.
Con Sergio Castellitto, Sabrina Ferilli, Valeria Fabrizi, Matilde Gioli, Antonio Catania.

Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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