“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Sveva Casati Modignani all’Unione Industriale

Con la presentazione di Suite 405 (ed. SPERLING E KUPFER), l’ultimo romanzo di Sveva Casati Modignani, intervistata da Bruno Quaranta  (giornalista de La Stampa) sul palco dell’Unione Industriale di Torino, lunedì 15 ottobre ha preso il via la III Serie dei Caffè letterari del 2018.

Sveva Casati Modignani, scrittrice simbolo della borghesia milanese, ha deciso questa volta di mostrare la realtà del lavoro, filtrata dallo sguardo di un industriale e di un sindacalista, in un romanzo in cui sono messe in scena anche le loro vicende personali. Per delineare la prima figura l’autrice ha dichiarato di essersi ispirata ad un imprenditore brianzolo da lei conosciuto, molto legato alla propria fabbrica e benvoluto dalle maestranze; per quanto riguarda il sindacalista, ritratto di uomo dalla forte dirittura morale, disposto a lottare ogni giorno per i propri ideali, la Casati Modignani ha  pensato immediatamente a Maurizio Landini, di cui aveva apprezzato in diverse occasioni pubbliche le posizioni espresse e che ha deciso di conoscere personalmente. Una telefonata in Cgil l’ha messa in contatto con il sindacalista, il quale con naturalezza l’ha invitata a raggiungerlo a Gabicce, dove con la famiglia si accingeva a trascorrere le vacanze: nei pomeriggi trascorsi insieme si è avviata in questo modo una relazione inattesa, fatta di conoscenza e rispetto reciproci.
La scrittrice ha scoperto un uomo dalla “moralità adamantina”, che viaggia “in seconda classe per il rispetto nei confronti dei soldi dei tesserati” e che ha fatto della difesa dei diritti dei lavoratori la propria “missione”. Attraverso la lotta o – quando è possibile – la collaborazione con imprenditori illuminati, in tavoli di confronto tra “persone intelligenti che parlano la stessa lingua” osserva la “Sveva” – come si autodefinisce la Casati Modignani – che non lesina critiche nei confronti di quegli industriali che invece dislocano per sfruttare la manodopera straniera a basso costo.

Un’incursione letteraria nell’attualità da parte della scrittrice di romanzi rosa più amata dagli italiani (e tradotta in tutto il mondo), che attraverso la frequentazione della Caritas non ignora la piaga della disoccupazione in Italia e a Milano, i cui “giardini verticali e grattacieli, sono in realtà la vetrina per pochi privilegiati”. Tra personaggi femminili, dipinti a tinte appassionate e vivaci come di consueto, l’autrice cita Chiara, una libraia che consente una riflessione sulle librerie che chiudono, a Milano come a Torino, osservando però che ”se le librerie chiudono gli stadi continuano a essere gremiti” e questo non è certo un bene per la crescita culturale del nostro Paese.
Ha chiuso l’incontro, rallegrato da un’inaspettata libertà e vivacità linguistica della protagonista, un aneddoto curioso. Nel viaggio che lo scorso settembre ha compiuto per presentare in anteprima il romanzo presso la Camera del Lavoro di Milano, anche in virtù della copertina vistosa e romantica del libro, Landini è stato notato sfogliare Suite 405 da due viaggiatori che l’hanno  fotografato di nascosto. Il segretario della Cgil se n’è accorto e questi si sono giustificati dicendo che li aveva colpiti vederlo leggere l’autrice letta dalle loro mogli. Landini ha risposto loro, con convinzione, che “anche gli uomini tosti leggono la Sveva!”.

Per info sui prossimi  appuntamenti:

http://www.ccui.it/offertaculturale/2018/caffe-letterari-i-ciclo-2018

CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE TORINO

Via Vela, 17

Ingresso libero

Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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