“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Torino. Verso una città accessibile

Si è chiusa a Torino la rassegna Progettare cultura per tutti lo slogan dell’iniziativa. Un ottobre ricco di eventi si è appena concluso a Torino, che ha visto la città trasformarsi in uno stimolante salotto culturale, in cui sono scorse numerose iniziative sul tema dell’accessibilità e della fruizione culturale: la Città di Torino ha da sempre mostrato una forte sensibilità nei confronti di questi aspetti, come testimoniano i vari progetti realizzati nel corso degli anni per favorire la partecipazione di pubblici con esigenze e bisogni differenti, e in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale ha scelto di continuare a lavorare nella stessa direzione.

Il programma della rassegna “Torino. Verso una città accessibile” nell’ambito di “Torino Design of the City” ha presentato oltre 170 appuntamenti coinvolgendo più di 150 enti, tra grandi e piccole realtà, con incontri, mostre, musica, cinema e teatro, eventi che hanno gravitato intorno al tema dell’accessibilità, disegnando un perimetro su cui innestare ragionamenti e riflessioni che hanno trovato il loro punto catalizzatore nel Forum Internazionale del 16 e 17 ottobre.

Nelle due giornate, infatti, l’Aula Magna della Cavallerizza Reale dell’Università di Torino ha ospitato il primo Forum Internazionale sull’Accessibilità Culturale. Durante le due giornate aperte al pubblico è stata avviata una riflessione sul significato di accessibilità e di inclusione per una città metropolitana, evidenziando in particolare tutti quegli ostacoli che rappresentano barriere non solo fisiche, ma anche sociali o psicologiche. Per questo gli esperti a livello nazionale e internazionale intervenuti provenivano da ambiti professionali distinti, consentendo di declinare l’accessibilità nei suoi aspetti non solo culturali e interculturali, ma anche economico-sociali e fisico-cognitivi, ogni intervento ha contribuito ad arricchire la discussione, offrendo un’analisi ad ampio raggio e una visione prospettica diversificata, nell’obiettivo di rendere la cultura un bene comune, fruibile da tutti, coniugando l’accessibilità a condizione necessaria per lo sviluppo di ogni progetto culturale.

Claudio Germak, architetto e designer, professore ordinario di Design presso il Politecnico di Torino e portavoce del Forum ha commentato positivamente l’esito dell’iniziativa, il cui svolgimento non ha deluso le aspettative, portando contributi interessanti e suggerimenti per il futuro di una città che intende diventare sempre più accessibile, attraverso le sinergie che sono state più volte richiamate all’interno del convegno.

Fare cultura e lavorare sulla partecipazione inclusiva da parte del pubblico – riassume Claudio Germak – sono obiettivi che richiedono indicazioni specifiche per il futuro e che, in una breve sintesi, si possono riassumere in quattro punti: 1. la costruzione di una rete, diffondendo la conoscenza delle buone pratiche maturate dalle numerose esperienze condotte su scala locale e da quelle realtà che hanno raggiunto traguardi positivi, integrata dallo sviluppo di un patrimonio di consultazione, una biblioteca delle best practices, utile agli operatori e agli addetti ai lavori; 2. costruire percorsi di formazione per operatori dei luoghi culturali, da affiancare ai direttori delle strutture, con il ruolo specifico di accoglienza, elemento essenziale dell’accessibilità: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) varerà a breve una direttiva in merito; 3. portare le strutture culturali a definire una gerarchia di attività, in funzione degli interessi emergenti e delle urgenze, aprendo a nuove sperimentazioni, anche quella tecnologica, per migliorare i servizi e renderli sostenibili; 4. estendere la fruizione accessibile all’intera città, non solo nei siti e presidi culturali deputati a erogare cultura, ma costruendo percorsi diffusi che diventino espressione di significati, storici e culturali, e di valori, architettonici e del paesaggio”.

Adottando come metodo il dialogo, maturato attraverso l’esposizione di esperienze estere di altre città e una discussione tra operatori culturali ed esperti attorno a tavoli di lavoro, sono stati raccolti importanti suggerimenti utili a strutturare il prosieguo del lavoro, di cui il Forum rappresenta soltanto il lancio, pensando alle modalità con cui la conoscenza accumulata possa essere resa fruibile, consultabile in maniera permanente rappresentando una risorsa capace di far convergere e circolare contenuti innovativi.

Loredana Pilati

loredanap@vicini.to.it

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