“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Verso nuovi mondi

Si è svolto a Torino martedì 30 ottobre presso la sala Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di piazza Carlo Alberto, il convegno Verso nuovi mondi. Dati, intelligenza artificiale, cultura organizzato dal Comitato tecnico scientifico del CSI Piemonte, Consorzio per il Sistema Informativo al quale la Pubblica Amministrazione piemontese affida la gestione e la realizzazione dei propri servizi informatizzati.

Per tutta la giornata si sono succeduti interventi che hanno portato un contributo alla riflessione sul rapporto tra cultura e scienze dei dati.

Ogni 60 secondi nel mondo inviamo oltre 200 milioni di e-mail, pubblichiamo su Facebook oltre 3 milioni di post, scriviamo 342.00 tweet e facciamo oltre 3 milioni di ricerche su Google. Si calcola che entro il 2020 saranno generati 44 Zettabyte di dati on line. Un’enorme quantità di dati eterogenei, in continua crescita, analizzabili in tempo reale, che provengono dalle interazioni sui social network, dai click su un sito, dai sensori intelligenti, o dal geoposizionamento dei nostri smartphone.

I dati sono, infatti, il petrolio di domani: grandi quantità di elementi informativi che creano valore per chi è in grado di gestirli, analizzarli, interpretarli. Ma i dati da soli non generano valore: come il petrolio deve essere estratto, raffinato, immagazzinato e distribuito, così i dati richiedono competenze tecnologiche e visione strategica.

“I temi trattati oggi sono affascinanti e fondamentali”, sottolinea Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte. “ll CSI Piemonte lavora da sempre con i dati. Oggi puntiamo su advanced analytics, tecnologie big data e intelligenza artificiale per migliorare i servizi digitali per i cittadini e per rendere più efficiente la PA. Ma in questo momento di grandi cambiamenti anche noi abbiamo intrapreso un percorso di trasformazione, con un nuovo Piano Strategico che nei prossimi tre anni trasformerà profondamente la nostra capacità e il nostro modo di lavorare. Sta a tutti noi cogliere le opportunità che questo tempo ci offre”.

La sfida dell’intelligenza artificiale è affiancarsi all’intelligenza umana per individuare percorsi dotati di senso tra le grandi masse di dati: occorre ripensare l’organizzazione della cultura partendo dalla digitalizzazione dei grandi “giacimenti” esistenti, per sviluppare un’architettura informativa in grado di generare nuove spinte creative, prospettive di lavoro, strutture istituzionali, pratiche di fruizione.

Una sfida di tecnologie, di infrastrutture, di mentalità, di persone. Una sfida di cultura.

Il rapporto fra dati e cultura è multiforme”, spiega Giulio Lughi, Presidente del Comitato tecnico Scientifico del CSI – i dati costituiscono uno strumento potente per valorizzare i giacimenti culturali esistenti, la cultura tradizionale. Ma c’è di più: ormai abbiamo bisogno di una vera e propria “cultura dei dati”, cioè la capacità di capire l’ecosistema informativo in tutta la sua complessità. Si parla di infoetica, di infoeconomia, ma anche di infoestetica: infatti sempre più prodotti artistici e culturali traggono ispirazione proprio dalla complessità dei dati”.

Lo scenario in continua evoluzione. La nostra regione contribuisce con un enorme patrimonio informativo culturale. Il CSI gestisce per conto della Regione Piemonte 2.650.000 titoli librari, circa 5 milioni di pagine provenienti dai Giornali del Piemonte e dall’Archivio Storico della Stampa, 129.000 file multimediali tra immagini, fotografie e video, 70.000 oggetti digitali e 500.000 schede descrittive di beni museali e archivistici.

“I big data rappresentano una grande sfida per il mondo culturale, nonché una risorsa il cui sviluppo dovrà essere il frutto di una stretta collaborazione tra più ambiti, dall’informatica, all’ingegneria, all’archivistica”, dichiara Antonella Parigi, Assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte. “Come ente regionale siamo fortemente impegnati su questo tema, innanzitutto in sinergia con il CSI, per sviluppare strumenti che organizzino la grande mole di dati presenti sul territorio e le mettano a disposizione degli operatori ma anche degli amministratori pubblici locali per lo sviluppo delle politiche culturali, come peraltro già fatto con la piattaforma Mèmora”.

Loredana Pilati

loredanap@vicini.to.it

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