“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Il debutto

Andrea ha ritenuto che fosse giunto il momento di separarci.

Sono in viaggio, la mia prima esperienza da solo.

Vivo questo debutto con un po’ di apprensione, spaesato ed insicuro, non conosco una sola parola di francese.  Anzi, a dirla tutta,  non conosco altra lingua diversa dall’italiano. Vi starete chiedendo come questo sia possibile ai giorni nostri, eppure é così e non posso farci nulla.

Il TGV per Parigi arriverà fra una decina di minuti.

Il viaggiatore di mezz’età seduto al mio fianco sfoglia Le Monde. Tra una pagina e l’altra guarda di sfuggita dalla mia parte con fare incerto e sospettoso, aumentando il mio livello di agitazione. Starà cercando compagnia per il viaggio?

Ah già, il viaggio …

Se mi fosse stata data la possibilità di fare una scelta, avrei preferito partire con l’autobus del mare e raggiungere una spiaggia qualsiasi del nostro bel litorale. La classica vacanza tranquilla, al riparo dal sole, sotto l’ombrellone, magari in prima fila. D’accordo, anche  stare in spiaggia può comportare qualche disagio, la sabbia si infila in ogni dove, gli spruzzi d’acqua e le pallonate sono inevitabili, ma sono piccoli fastidi che avrei comunque sopportato pur di restare in Italia e di non dover affrontare un viaggio all’estero.

In questo momento avverto una sensazione di malessere, quasi di pericolo.

E’ stato Andrea a mettermi in questa situazione, a prendere la decisione che ci allontanerà per sempre. Mi ha accompagnato alla stazione, è rimasto seduto vicino a me per qualche minuto, in silenzio, poi si è alzato e allontanato senza più voltarsi. Una mossa crudele, mi sono sentito abbandonato. E’ probabile che in questo momento mi stia osservando dalla passerella  sopra i binari,  mi illudo che possa  avere  dei ripensamenti e con tutte le mie forze cerco di mandargli un messaggio, un segnale che giunga fin lassù … ripensaci Andrea, riportami a casa con te!

Nello stesso momento, Andrea sta facendo ipotesi e scommesse con se stesso su “chi”  e  “quando”.

“Caro amico, è arrivato il tuo turno. Questo libro è un dono che ti invito a leggere e poi a condividere. Non aver fretta, approfitta di questa opportunità, il tempo che trascorrerete insieme ti farà star bene. Quando avrai terminato la lettura, rimettilo in viaggio. Andrea”   Poche righe manoscritte sul frontespizio rivelano la mia identità.

Si sta avvicinando il treno. Quello per Parigi.

Il viaggiatore che pochi secondi fa sedeva al mio fianco prende l’iniziativa e con un gesto veloce e furtivo mi raccoglie e mi infila nel suo zainetto accanto al quotidiano.

Spero di essere capitato in buone mani.

L’attesa é terminata, il mio viaggio sta per cominciare, sono sul treno. Ton voyage va commencer, bonne chance, sussurra ironico e altezzoso il mio ingombrante vicino,  forse anche seccato per l’inaspettata intrusione.

Ecco qua, i problemi con la lingua sono già iniziati, spero in cuor mio che questo lontano parente mi abbia rivolto parole di buon augurio.

Ritrovarmi abbandonato in un cassetto, questo davvero mi spaventa.

Temo la solitudine.

Aspetto con fiducia il giorno in cui potrò respirare all’aria aperta su una bancarella di libri usati in Place d’Italie.

 

Autrice

Cristina Quarello

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