“La televisione ha provato che le persone prestano attenzione a qualunque cosa piuttosto che le une alle altre.”  ( Ann Landers )

Bigliettai cercasi

Il timore che la mania di pormi domande insolubili stia deflagrando, mi ha portato ultimamente ad interrogare, a rischio di fare effetto sabbia nel costume, chiunque mi capiti a tiro su un argomento che da un po’ mi risulta misterioso.

“Perchè non si riesce a risolvere una volta per tutte la questione pagamento del biglietto sui trasporti pubblici?”

Svelerei la mia età più che florida raccontando di quando, bimba, sul mezzo pubblico si passava doverosamente di fronte al bigliettaio (due piccioni in una fava : quando si superava l’asta si era nel regno adulto o, più semplicemente, tra gli spilungoni). Ovviamente non c’era verso di passare senza pagare il biglietto. Non c’era bip che teneva.

Ma senza andare al mio personale pleistocene, mi riferirei ai paesi visitati , civilizzati e non, nei quali la questione non si pone neanche lontanamente.

Luoghi di ogni area geografica, continente, latitudine, governo e via dicendo.

Il problema non sussiste, e basta.

Si sale e si scende tutti dal davanti. L’autista, provvisto di una macchinetta neanche tanto complicata, incamera i soldi e controlla con occhio bonario i nuovi arrivati. Bon. Si aspetta che scendano gli scenditori ( e non si smoccola, anche se si è di fretta) e poi si sale e si paga. Sembra troppo semplice?

Come dicevo ho posto la domanda urbi et orbi per ritrovarmi a constatare che un pensiero analogo attraversa tantissime menti, soprattutto quando si scontrano con le regole del bip cittadino. Che sono astruse e complicate, non ti permettono di capire a che punto sei del credito , che sono foriere, quelle sì, di smoccolamenti a iosa. In corso d’opera si è cercato poi di cambiare un po’ le regole, la forma dei biglietti, il loro colore e credo, il peso specifico, con il risultato che uno, a meno che non si documenti quotidianamente, non sa mai se è in possesso del documento di viaggio adeguato.

Che poi, come si sa, sono quelli ligi che hanno più timore di non essere in regola.

Insomma, solo per i ligi appunto, uno sfinimento.

 

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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