“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Copia originale, di Marielle Heller

Dall’anteprima nazionale allo scorso Torino Film Festival alle tre candidature agli Oscar 2019 (miglior sceneggiatura non originale, miglior attrice protagonista, miglior attore non protagonista): questa la parabola positiva del buon film di una giovane regista americana, Marielle Heller. Copia originale racconta la storia vera di Lee Israel, una biografa di personaggi famosi (tra le sue opere la vita di Katharine Hepburn e Estée Lauder), la quale, mentre le copie invendute dei suoi libri fanno la polvere, esercita avvilita il lavoro di correttrice di bozze. Perso anche quello, per via di un pessimo carattere e di qualche bicchiere di troppo, trova casualmente due lettere  d’archivio dell’attrice Fanny Brice, e le vende. Da lì capisce che, scrivendo “alla maniera di” da donna colta quale è, può falsificarne altre, spacciandole per olografe, tirar su un po’ di soldi per sbarcare il lunario e curare l’amato gatto. Arrivando addirittura ad abbellire lo scambio epistolare di personaggi famosi, quali Noel Coward e Lillian Hellman, fino a dire di sé “Sono una Dorothy Parker migliore di Dorothy Parker”. Del resto che calarsi nei panni di qualcun altro fosse nel karma di Lee Israel, viene anticipato dal gesto di lasciare anzitempo una festa insopportabile portandosi via un cappotto estraneo, ma decisamente più elegante del suo.


Tratto dall’autobiografia Can You Ever Forgive Me?, in cui la discussa scrittrice racconta come è diventata protagonista di una truffa che nella New York degli anni 90 l’ha resa più famosa delle proprie capacità letterarie, Copia originale anticipa quello che ci sarebbe capitato di diventare nei decenni successivi: vittime di fake news e furto di identità, nell’anonimato consentito dalla rete, da parte di imbroglioni decisamente meno simpatici di Melissa McCarthy.
Non a caso nel finale le macchine da scrivere, che la protagonista si era procurata per dare veridicità ai suoi scritti, vengono eliminate, mentre si affaccia la sagoma familiare di uno dei primi pc.
Anche la New York del film è “copia originale”: complici le musiche di Peggy Lee, Blossom Dearie e Dinah Washington, artiste preferite della vera Lee Israel, vengono riprese vie, scorci di Central Park, librerie antiquarie, bar sordidi e appartamenti dell’Upper West Side, come quelli fissati nel nostro immaginario e che il cinema hollywoodiano ci ha fatto amare.

Regia di Marielle Heller, con Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells, Jane Curtin, Ben Falcone.

Voto: 7,5/10

In questi giorni nei cinema di Torino.

Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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