“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Fridays for Future a Torino

Inaspettatamente, erano una marea. Più di ventimila i giovani  torinesi che il 15 marzo sono sfilati in modo festoso e  ordinato per le vie del centro di Torino, mentre londa verde” di  Fridays for Future dilagava su 200 piazze italiane: in 100.000 Milano, 10.000 a Firenze e via via Roma, Bologna. Esponendo cartelli con slogan forti e chiari: “Se non noi, chi?”, “Cambiamo il sistema non il clima”, una presa d’atto di responsabilità civile; il provocatorio “Ci avete rotto i polmoni”  e, il più gettonato, “Non c’è un pianeta B”, a indicare l’ineludibilità dell’azione.

Da gennaio di quest’anno anche nella nostra città, ogni venerdì, i giovani sono scesi in piazza per attirare l’attenzione delle istituzioni sulla grave emergenza climatica: “Un fiocco di neve ha fatto partire la valanga”, aveva osservato uno studente in TV, riferendosi a Greta Thunberg, la quindicenne che si è messa alla testa dei movimenti verdi di tutto il mondo.

Nella giornata dello sciopero mondiale per l’ambiente, l’appuntamento per i torinesi era alle  9.30 in Piazza Arbarello: fin da subito la moltitudine dei convenuti ha fatto  presagire che sarebbe stata una giornata straordinaria. Ragazzi di ogni età, ad alcuni dei quali abbiamo chiesto le ragioni della presenza alla manifestazione: “Vogliamo dagli Stati l’applicazione delle misure previste dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico“(Stefano). “Bisogna ridurre le emissioni di CO2” (Massimo). “Non dimentichiamo che molti migranti dell’Africa subsahariana sono rifugiati climatici, prodotti dalla desertificazione che avanza nel Sahel”(Lorenzo). Si riuscirà a passare dai propositi all’azione? E’ ottimista Alessia, laurea in storia dell’arte impiegata sui temi della sostenibilità. “Si passerà all’azione per forza. Non si può farne a meno. I nostri comportamenti dovranno ispirarsi ai principi di risparmio, riciclo, condivisione.”

Presenti al corteo, diversi genitori e professori: tra questi ultimi, quelli in servizio affiancano i propri studenti nella lotta; i docenti in pensione, tra l’incredulo e il commosso, si felicitano per questi giovani orgogliosi e determinati, che  fino a ieri sembravano incorreggibilmente apatici, privi di coscienza e della speranza di cambiare un mondo che va in malora.

Ecco: speranza ed energia, queste le correnti che hanno attraversato le vie del centro cittadino, mentre la fiumana di ragazzini delle medie, di liceali, di universitari proseguiva su Via Cernaia per poi svoltare verso Piazza Palazzo di Città, dove – al richiamo del suono delle sveglie dei cellulari – si è affacciato il metereologo Luca Mercalli ed  è scesa per un saluto la sindaca Appendino, la quale incontrerà i leaders del movimento tra una decina di giorni. Perché se i giovani lanciano la sfida, sta alle istituzioni raccoglierla.

Punto d’arrivo, Piazza Castello, dove alla chiusura dell’iniziativa ha preso la parola Mercalli: “Questo è un momento di evoluzione dell’umanità. Prima non siamo stati capaci, bisogna farlo adesso.” Infatti i ragazzi l’hanno dichiarato: “Voi avevate un futuro, noi non abbiamo più tempo”. Perché non c’è più tempo? Perché la soglia per il non ritorno dei cambiamenti climatici è stata posta dai climatologi all’incremento di +1,5°e noi stiamo andando verso questo superamento.

A fine mattinata, i cuori scaldati non solo dal successo dell’iniziativa ma anche -giustappunto – dall’eccezionalità di 23 gradi a metà marzo, il corteo si scioglie: assenti le bandiere di partito, si spera  siano stati presenti dei politici, mescolati tra la folla, ad ascoltare i protagonisti dell’”onda verde” e – magari – a prendere appunti.

Gianpaolo Nardi – Anna Scotton

gianpaolon@vicini.to.itannas@vicini.to.it

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