“è meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita”

(Rita Levi Montalcini)

I “lettori” di Steve McCurry a Palazzo Madama

Dal 9 marzo al 1 luglio 2019 la corte di Palazzo Madama ospita una mostra che è una vera e propria chicca: una selezione di immagini del grande fotografo americano Steve McCurry, in cui compaiono persone intente alla lettura. L’artista ha colto quest’azione – così quotidiana, banale persino, ma che eleva l’umano  sugli altri esseri viventi – in contesti inusuali o difficili: in un impervio luogo di lavoro, nel teatro di una guerra, o nel caos di una strada trafficata. Intercala le foto dedicate alla lettura, l’esposizione dei libri fotografici di McCurry, circa una quindicina, alcuni dei quali fuori commercio, accompagnati dalle immagini originali che compaiono in copertina.
Mc Curry è stato realmente ossessionato dalla lettura, tanto da raccogliere i suoi ritratti ad essa dedicati nel volume Leggere, ed. Mondadori Electa, 2016: gli stessi scatti, più qualche altro, sono stati raccolti in questa mostra che ne riprende il titolo e che fa intenzionalmente da apripista al Salone Internazionale del Libro, come ha osservato in conferenza stampa il direttore di Palazzo Madama Guido Curto, omaggiando la vocazione di lettori dei torinesi, tanto da definire Torino “la capitale italiana della lettura”. Le fotografie sono presentate da un contrappunto di citazioni letterarie selezionate dallo scrittore Roberto Cotroneo, le quali possono suggerire di guardare in modo diverso all’immagine.
Contrariamente alla produzione solita, in cui i soggetti sembrano a loro volta osservare chi li ritrae, qui lo sguardo di McCurry è unilaterale: gli attori sono inconsapevoli di essere ripresi sotto bombardamenti o in scuole a cielo aperto, in luoghi di povertà dell’India o dell’Afghanistan, o dell’Etiopia, o nella distruzione di Kuwait City e della Serbia. La lettura, quindi, attraverso l’obiettivo sapiente e benevolo del fotografo, celebra la propria capacità di astrarre l’individuo da una realtà di fatica, di disagio, di morte imminente, persino.
Particolamente significative, ha sottolineato la curatrice Biba Giacchetti, le foto nelle quali compaiono bambini e donne a scuola: l’artista è anche filantropo e finanzia una charity in Afghanistan, ImagineAsia, che usa la fotografia per favorire l’istruzione e l’emancipazione delle donne.

“Oggi uno studente utilizza in media seicento parole, venti anni fa erano seimila – ha concluso Cotroneo – da questo elemento dobbiamo tutti iniziare a porci il problema di invitare le nuove generazioni a leggere.”
Anche a partire da una bella mostra fotografica.

Per info su orari e biglietti:
https://www.palazzomadamatorino.it/it/eventi-e-mostre/mostra-steve-mccurry-leggere

 

Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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