C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Il muretto era meglio di WhatsApp

Personalmente sono un cosiddetto pioniere della rete.

Fondai un giornale online denominato Turin Polis nei primi anni ’90 : era un giornale quotidiano online su Torino e trasmetteva anche dirette audio e video prima che lo facessero tutti gli altri.

Mandammo in diretta video su internet  il pellegrinaggio di Giovanni Paolo II  alla Sacra Sindone e fu una prima mondiale.

Ora sono passati molti anni, un’epoca per quanto riguarda l’informazione in rete e lo streaming multimediale, ma credo che abbiamo perso di vista la grande scommessa di internet: connettere le persone tra loro per farle incontrare con più facilità.

E’ diventata reale solo la prima parte della frase, la seconda è miseramente fallita.

Una patologia dei sensi, a cui forse qualcuno ha già dato un nome, si è impadronita dei nostri gesti e l’incontro di persona o in gruppo non è più tanto desiderato o promosso.

Ci si accontenta di “ciattare” senza guardarsi negli occhi: una parte delle persone fa entrambe le cose, un’altra parte (in aumento) è sempre più sola ed incapace di relazionarsi con gli altri se non attraverso uno smartphone.

Molti di noi si ricorderanno del muretto, della ringhiera, della panchina affollata dove si dicevano cose stupide ( ma non solo) per interi pomeriggi.

Ora ci si messaggia da un alto all’altro di una tavolo durante un pranzo.

 

franco

direttore@vicini.to.it

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