“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

“Una donna può tutto”

Lo scorso 6 marzo si è svolta in Cascina Roccafranca una conferenza che ha avuto come protagonista la giornalista e scrittrice italiana Ritanna Armeni. L’incontro era a cura del progetto Leggermente 2019 e dello Spazio Donne di Cascina Roccafranca.

L’arrivo della scrittrice è stato accolto calorosamente dalla sala molto affollata.

Il pubblico è rimasto rapito dal racconto di come fosse nata l’idea di scrivere il romanzo Una Donna Può Tutto, edito da Ponte alle Grazie: la storia delle streghe della notte, un gruppo di aviatrici che combatté i tedeschi sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale.

L’autrice narra come la storia di Irina Rakobolskaja (vicecomandante del 588° reggimento, nonché una delle ultime streghe della notte ancora in vita) l’abbia ispirata enormemente. Infatti, nell’intervista che ci ha rilasciato, racconta: “Quella delle streghe della notte è una storia vera e vicina di amicizia, affetto e fiducia”.

Dopotutto, Irina non racconta solo di strategie e battaglie campali, ma della vita delle streghe e di come, in fondo, fossero solo ragazze che, a differenza delle altre, hanno combattuto, prima che contro i nemici al fronte, contro la stessa Russia, pur di servire il loro Paese.

Infatti, le truppe tedesche non erano l’unico ostacolo: la loro stessa patria si opponeva all’impresa. Le ragazze furono costrette a sottoporsi ad un durissimo allenamento e ad adattarsi ad una realtà che non era fatta su loro misura: Il 588° reggimento (comandato da Marina Raskova) era chiamato dai soldati maschi “il reggimento delle stupidine”, e le donne erano costantemente denigrate e sottoposte a terribili scherzi. Ma non fu questo a fermarle. Si diedero da fare, per lavorare non bene quanto gli uomini, ma meglio di loro. Passavano ore sui loro aerei, meno equipaggiati (dunque più agili) di quelli degli uomini, ricamando nel gelo notturno in attesa di poter decollare per bombardare le file nemiche. Non a caso il loro slogan, scritto sul giornalino illustrato, era: “Una donna può tutto”.

Bisogna però ricordare che non è una storia lontana, una lotta fuori dal tempo, quella delle streghe; anche oggi, nel 2019, le donne non hanno piene libertà. E no, non si sta parlando di Paesi lontani che si trovano dall’altra parte del globo, ma di noi, in Italia. Si è mai sentito parlare di un Presidente della Repubblica Italiana donna? O di un Presidente del Consiglio? Eppure i giornali straripano di notizie di femminicidi e violenze contro le donne.

Sono passati anni, secoli dall’inizio di questa battaglia per l’uguaglianza, e proprio a questo proposito abbiamo domandato a Ritanna Armeni: “Come può una donna, nel 2019, affrontare la lotta contro ignoranza e disuguaglianza, come le streghe hanno fatto a loro tempo?”.

La risposta risoluta della scrittrice è stata: “C’è bisogno che le donne, le ragazze, siano audaci, pretendano di più; che lascino indietro la paura di sbagliare”.

Secondo l’autrice, infatti, è inutile nascondersi per timore di una strada lunga e complicata: il percorso sarà duro in ogni caso, l’importante è non lasciarsi scoraggiare. Non è facile, certo, ma si può guardare con ammirazione alle streghe: forti, intrepide, inflessibili.

Sara Gagliano

sarag@vicini.to.it

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