I libri sono risorse di grano da ammassare per l’inverno dello spirito (Marguerite Yourcenar)

Chiedo scusa

 

Il Salone del Libro di Torino, ricchissimo di opportunità culturali e di succose scoperte in campo editoriale, mi ha offerto un ulteriore spunto di riflessione su qualcosa che ben poco ha a che vedere con la lettura ma che per me e credo molti altri (soprattutto signore), rappresenta un mistero insolubile.

Premetto che l’argomento è terra terra e non di fondamentale importanza per un qualsiasi dibattito culturale. Vedete voi se continuare nella lettura.

Dunque, la domanda è questa: esiste tra gli organizzatori dell’evento una task force adibita alla poco elegante ma di fondamentale importanza questione delle toilettes? E se esiste è al corrente del fatto che le donne, per motivi che forse è impietoso sottolineare, hanno delle necessità fisiche impellenti e ravvicinate? Cosa li spinge dunque a mortificarle in file chilometriche aspettando che una delle due toilettes funzionanti ( prova provata al piano del ristorante del primo piano), si liberi?

Premetto, visto che sono un’ottimista, che queste file permettono di intessere molteplici e a volte proficue relazioni donnesche; io per esempio ho conosciuto una simpatica signora di Ancona che mi ha suggerito di visitare uno stand, rivelatosi poi molto interessante, che altrimenti avrei ignorato. Ci permettono altresì di scambiare coloriti apprezzamenti sulla suddetta task force e sul suo diritto o meno di percepire uno stipendio.

Ma si sa, le donne in fila per la toilette sono nervosissime.

Al di là di questo, il problema resta spinoso. Non è sufficiente rilevare che il fenomeno accade pressocchè in tutti i luoghi pubblici, teatri, cinema, etc. Le code delle signore sono sempre lunghissime e quelle degli uomini inesistenti, tanto da indurci a volte ad un umiliante sconfinamento nei loro bagni, ovviamente  sperando di non essere indicate al pubblico ludibrio.

Ora, data questa certezza: le donne vanno in bagno più degli uomini, che si fa? Pannolone per tutte?

Che brutta fine articolo!

 

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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