“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Creatività ai semafori

Stanno diminuendo i lavavetri ai semafori. Ho fatto un personale censimento. Sono rimasti pochissimi e in via di estinzione come la Coturnice di Sicilia.

A seconda delle preferenze o convinzioni di ognuno, ciò può essere letto come positivo ( ogni tanto l’insistenza saponosa può seccare) o negativo ( il vetro con quattro dita di cerume è francamente poco elegante).

Comunque, tant’è.

Uno dice, ma allora adesso, come si farà con i semafori orfani di umanità, gli automobilisti rischiano di sentirsi trascurati.

Ma la provvidenza ha l’occhio lungo e ha prontamente sostituito il lavavetri con spettacoli di arte circense varia.

In pochissimo tempo ecco spuntati come funghi giovani e spesso assai piacenti saltimbanchi che allietano la sosta con spettacoli di arte varia.

C’è il mangiatore di fuoco, l’equilibrista, la coppia che si esibisce in complicate piroette.

Insomma i giovani le studiano tutte per tirar su qualche spicciolo.

A me piacciono, li guardo con affetto e spesso ammirazione avendo io l’equilibrio e l’agilità di un tricheco, però un po’ mi immalinconisco anche. Ho come l’impressione che questa economia di sussistenza stia prendendo piede in modo esagerato e questi giovani che pedalano carichi di pizze o si esibiscono ai semafori mi fanno pensare che da qualche parte abbiamo sbagliato qualcosa.

 

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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