“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

L’ombra di Rol

Il commissario Paolo Moretti non è facilmente suggestionabile, anzi è piuttosto scettico su tutto quanto riguarda il paranormale. E questo nonostante la presenza nella sua squadra di una giovane e dotatissima poliziotta che, al contrario di lui, é molto attratta dai fenomeni dell’occulto e bazzica appena può gli ambienti della Torino magica.

Pur restando ben ancorato alla realtà grazie anche alle sue passioni musicali ( suona e adora il jazz) che si intrecciano con quelle sentimentali, questa volta le casualità misteriose saranno troppe e faranno vacillare il suo granitico scetticismo.

Torino questa volta fa da sfondo ad un omicidio che già per il luogo in cui è commesso lascia presagire risvolti inquietanti. Avviene infatti nell’appartamento al piano di sotto a quello dove visse per moltissimi anni il celebre Gustavo Rol, sensitivo di fama mondiale. Questo appartamento fu teatro di molti degli esperimenti paranormali che lo videro protagonista e ospitò durante questi incontri personalità del mondo della cultura, della politica, del cinema.

Inevitabilmente la figura del sensitivo aleggia sull’indagine e anzi, in qualche modo ne determinerà la soluzione.

Il romanzo si svolge in un doppio arco temporale, l’oggi e il periodo immediatamente seguente l’unità d’Italia, con le sue lotte al brigantaggio e la presenza non sempre gradita dell’esercito regio nel sud della penisola.

L’omicidio ad un certo punto sembra affondare le radici proprio lì, in un efferato delitto di quei tempi e mai vendicato.

Ma altri saranno i colpi di scena che faranno oscillare il lettore tra un’ipotesi e l’altra.

I personaggi che popolano la storia fanno parte di quella Torino che mantiene intatto il suo carattere sabaudo pur nella divertita convivenza con le diverse presenze e peculiarità regionali.

Fortunatamente il poliziotto che aspetta il pacco coi viveri dal sud è rappresentato con divertita ironia dall’autore senza mai essere tradotto in macchietta.

La parola fine del romanzo lascerà il lettore soddisfatto per la conclusione ma probabilmente con qualche domanda aperta riguardo alla figura di Gustavo Rol.

Però il buon supporto bibliografico a fine libro potrebbe essere d’aiuto a chi desiderasse approfondire l’argomento.

L’ombra di Rol – Enzo Orlando

Bonfirraro editore

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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