C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Nuova edizione del Salone Internazionale del Libro

Prenderà avvio giovedì 9 maggio l’annuale rendez-vous del Salone Internazionale Libro, il momento più importante della cultura torinese. Rassicura così tutti coloro che vivevano nell’incertezza che questo appuntamento venisse ancora rinnovato, salendo alla ribalta più energico, più rinvigorito e più ricco che mai.

Siamo appena usciti dal brulicante fermento della kermesse di Torino Comics del mese scorso – che ricordiamo quest’anno ha festeggiato i suoi gloriosi 25 anni di fiera – con una gran festa che ha occupato una parte della struttura espositiva del Lingotto, ospitando graphic novel, personaggi storici dei fumetti, videogiochi appassionanti… Ed ecco che la famosa ex-fabbrica torinese torna di nuovo a offrirci quell’atmosfera aromatizzata della fragranza delle pagine fresche di stampa, dei nuovi titoli appena immessi sul mercato, affascinandoci con spettacoli, autori, incontri, reading legati al mondo del libro e della lettura.

Per quest’anno gli spazi si modificheranno, introducendo una novità nel percorso di ingresso al Salone: la riduzione di un padiglione espositivo guadagna il più ampio spazio dell’Oval, con le entrate di accesso che diventano tre: allo storico ingresso di via Nizza 294, infatti, si aggiungerà quello dall’Oval e, grande novità del 2019, l’apertura del passaggio dalla Stazione Lingotto, per accedere direttamente al Salone tramite la passerella che parte dalla banchina del binario 9. L’innovazione risponde alla ricerca di dialogo con l’organizzazione urbana della città, con il territorio regionale e nazionale. Grazie ai tre ingressi, infatti, la fiera diventa facilmente accessibile ai visitatori, che potranno scegliere da dove entrare a seconda del punto d’arrivo.

Il tema dell’edizione 2019, ricordiamolo, è Il gioco del mondo, traendo spunto dal romanzo Rayuela. Il gioco del mondo di Julio Cortázar, grande ispiratore dell’edizione di quest’anno. Un titolo scelto non a caso, ma a indicare il rinnovato interesse del mondo letterario che va oltre i confini, favorendo l’interscambio tra idee, persone, culture. Ne è la prova il fatto che non ci sarà un paese ospite, ma una lingua, entità senza confini stabiliti, perché “non c’è cultura che possa fare a meno di tutte le altre”, sostiene Nicola Lagioia.

Una festa, un rituale, un modo per prendere atto che la bufera è alle spalle, è passata, semmai ne arriveranno di nuove. Come la polemica di queste ore sulla presenza o meno di case editrici – Altaforte, di fatto la casa editrice di Casapound – dalla reputazione compromessa, con pubblicazioni in catalogo troppo vicine al pensiero fascista. O con le dimissioni di Christian Raimo, membro del Comitato editoriale del Salone, a seguito di un suo post su Facebook, che ha provocato proteste e reazioni anche dal mondo politico. Polemiche che ricordano quel vecchio film con la grande Bette Davis, Al centro dell’uragano, di D. Taradash, del 1956, in cui l’anziana bibliotecaria, impersonata proprio da Bette Davis, si rifiuta di ritirare dagli scaffali un libro che esalta il comunismo, venendo così licenziata dal consiglio comunale. Richiami alla libertà di pensiero e ai grandi valori legati alla democrazia sono ormai quotidianamente argomento di discussione sui media.

Ma anche se l’effervescente clima di polemiche non sembra dare tregua agli organizzatori del Salone, tuttavia, impavidi, senza sosta, essi lavorano senza tregua perché la kermesse sia più smagliante che mai.

E così sarà, indubbiamente. Almeno dalle premesse presentate nel programma, con un Salone più vasto e più grande di sempre, la cui parola chiave, sostiene Nicola Lagioia, è “comunità”, quella che si raccoglie all’interno e intorno al Salone, per celebrare, ancora una volta, l’invenzione “libro”, una delle più grandi conquiste del genere umano.

Il calendario è davvero nutrito, numerosi sono gli autori protagonisti, come prosperosa è la cornucopia di Salone Off, che dal 2 al 19 maggio trasformerà Torino, in una “festa mobile”, parafrasando Ernest Hemingway, per offrire anche ai turisti, l’opportunità di visitare una città abbellita della cultura del libro.

Con Salone Off la lettura arriva ovunque, portando libri e autori nelle 8 Circoscrizioni di Torino, in una ventina di Comuni della Città Metropolitana, con oltre 530 appuntamenti in più di 270 luoghi diversi: questi i numeri della rassegna diffusa, arrivata alla sua 16° edizione. Il contagio cittadino che pervaderà Torino ogni sera, dalle 20.00 in poi, non solo nelle strade, nelle librerie, nelle biblioteche e in luoghi di cultura, ma anche nelle scuole, nelle carceri, negli ospedali, metterà in risalto la filiera del libro, creando un potente collante per l’intera comunità.

Infine, la recente notizia della vittoria della candidatura di Torino per ospitare le finali ATP del tennis per 5 anni dal 2021, non poteva passare sotto silenzio e ha suggerito, a programma definito, di inserire un ultimo evento in calendario, la proiezione di “L’Impero della perfezione”, il docu-film che narra la genialità e la follia del grande, mitico campione sportivo John McEnroe.

Programma dettagliato della manifestazione, alla pagina web:

https://www.salonelibro.it

 

Loredana Pilati

loredanap@vicini.to.it

 

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