C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Vicini al Salone del Libro: “Sì, viaggiare”.

Organizzato dal GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica), uno degli ultimi eventi di questo #SalTo19 è stato l’incontro “Il viaggio e le sue mille sfaccettature storiche, sociali, culturali e scientifiche”, esplorato attraverso le opere di cinque giornalisti-scrittori.

Fabrizio Cassinelli, cronista dell’ Ansa di Milano, con L’Iran Svelato. Da “Stato canaglia”a grande opportunità. Le verità nascoste(ci) sulla nuova Persia. (ed. CDG), indica l’intersezione dei temi viaggio e fake news, di cui è esperto, in una corretta stampa turistica, grazie alla quale il giornalista di viaggio diventa “ambasciatore della verità”.

Come sull’ Iran, di cui occorre dire che è una realtà ambivalente, in cui convivono arretratezza e modernità, testimoniata quest’ultima dalla presenza di donne emancipate che pilotano gli aerei, divorziano, fanno ricerca all’università e nelle aziende, sono imprenditrici. L’Iran è anche un paese meraviglioso, gli iraniani – o persiani, come amano definirsi – “adorano gli italiani, sono di una gentilezza squisita e il turismo è cresciuto lo scorso anno del 52% rispetto all’anno precedente.”

Specializzato nella divulgazione scientifica, Maurizio Fossati con il volumetto Perché? Oltre 100 quiz per svelare le curiosità della scienza, (ed. Morellini) ha costruito un gioco di 130 domande/risposte su fenomeni che abbiamo sotto gli occhi e di cui ignoriamo la natura: perchè una mosca cammina sul soffitto e non cade? perché i capelli diventano bianchi? “Siate curiosi, siate affamati di conoscenze”, ammonisce l’autore, citando Steve Jobs e ricordando che la curiosità è vitamina per il cervello.

Parla di ieri e dell’oggi Il volo dei cuori sospesi (ed. Garzanti), romanzo della giornalista psicologa Elvia Grazi: la saga di una ricca famiglia ebraica che inizia nel 1939 e finisce ai giorni nostri, con due gemelle protagoniste, Ariele e Rebecca, che rappresentano le parti opposte e complementari presenti in ciascuno di noi: Ariele è timida, introversa e remissiva; Rebecca è selvaggia, impetuosa e vendicativa. Un libro nel quale riconoscersi e – a detta dell’autrice – “che vi porterà molto lontano, proprio al centro di voi”.

L’immagine sulla copertina di Rita Levi Montalcini, una donna libera, (ed. Rubbettino), della giornalista, scrittrice e blogger Carola Vai esprime l’intelligenza, l’eleganza e la fierezza dell’unica donna italiana premio Nobel per la medicina. La biografia rivela che la scienziata era anche un’ accanita viaggiatrice, “mossa da una curiosità tale da sottoporsi a trasferte di decine di ore per raggiungere la meta prescelta” (Brasile, Peru, Ecuador…). Poiché univa alla curiosità per i luoghi l’impegno in campo umanitario e sociale (basti ricordare le campagne contro le mine antiuomo), “fu impiegata per lei la bella definizione di “viaggiatrice sociale”, come ricorda la Vai.

Infine, il giornalista saggista Luca Pollini con Woodstock non è mai finito (ed. Elemento115) celebra il 50° anniversario dello storico festival musicale, il cui successo – secondo l’autore – si deve “a una serie di eroi sconosciuti”. Nell’America della Guerra fredda e del conflitto del Vietnam, delle uccisioni dei Kennedy, il primo grande raduno rock della storia, vide raccogliersi – oltre ogni previsione – una folla di oltre 500.000 giovani, i quali per tre giorni convissero pacificamente, privi di cibo, sotto la pioggia e nel fango, a rendere immortale “quello che non é stato un festival del rock ma uno spartiacque sociale”.

Che sia romanzo, saggio e biografia, il viaggio suggerito dai giornalisti-scrittori non è solo geografico, ma anche attraverso il sapere, la memoria o dentro di sé, da compiere nei mesi che separano da #SalTo20.

Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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