Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.
(Lev Tolstoj)

Beyond the Beach 

Non mancherà di circolare presto nei circuiti cinematografici d’essai, dell’associazionismo e nelle scuole, il nuovo documentario sull’attività  di Emergency presentato in questi giorni alla 76^ Mostra del Cinema di Venezia. Inserito nella sezione “Sconfini”,  Beyond the Beach: The Hell and the Hope (Oltre la spiaggia – L’inferno e la speranza) è  la cronaca dell’azione degli operatori umanitari della onlus di Gino Strada, realizzata  dal produttore inglese Graeme A. Scott e del direttore della fotografia americano Buddy Squires.

Se alla presentazione in sala i registi hanno dichiarato: “E stato un onore lavorare con persone dall’umiltà e dalla gentilezza straordinarie, degli eroi.”, il fondatore di Emergercy sdrammatizza:”E’ in questo mondo a testa in giù che il nostro volontariato  risulta un atto eccezionale, mentre dovrebbe essere la normalità.”

Gli autori del docufilm hanno scoperto nell’organizzazione non governativa in prima linea dal 1994 sul fronte delle emergenze umanitarie una realtà  di seri e affidabili professionisti,   i quali sanno esprimere “la compassione”, che è un formidabile atto di pace: tra l’altro, giudicare gli italiani in genere maldisposti all’accoglienza – avverte Gino Strada – “è una fake news”. In anteprima mondiale, “Beyond the Beach: The Hell and the Hope” racconta la missione che si è dato un gruppo di medici, infermieri, sminatori e attivisti vari  per garantire cure mediche alle vittime della guerra: dai feriti di Kabul, ai rifugiati nei campi profughi in Iraq fino alle imbarcazioni di salvataggio al largo delle coste libiche, ultima drammatica emergenza umanitaria. E consente di partecipare empaticamente alla tragedia dei conflitti vicini, nonchè alle traversie degli esuli, la cui immagine è spesso distorta da informazione e propaganda politica allarmistiche quando non ciniche. “Fare questo film per me ha significato evidenziare l’abisso esistente tra ciò che pensiamo di sapere e la realtà delle esperienze degli altri. Insieme a Buddy Squires, uno straordinario direttore della fotografia e mio co-regista, abbiamo cercato di cogliere l’essenza di ciò che significa vivere una situazione spesso ridotta a una notizia di poche righe”. (Graeme Scott)

Nel filmato le interviste ai volontari, dalle quali traspaiono coinvolgimento e commozione autentici, mostrano la loro fatica nella scelta che quotidianamente si rinnova di rinunciare ad una vita tranquilla e convenzionale  per lavorare per Emergency, che dalla sua fondazione  ha curato circa 10 milioni di persone in tutto il mondo, vittime dei 160 e più “conflitti rilevanti” attuali, i quali vedono la percentuale di civili colpiti aggirarsi intorno al 90% del totale: come non definirli, quindi, stermini di massa?

A questo proposito Gino Strada invita ad una riflessione – tutto sommato – ovvia: perché il nostro mondo così evoluto non  riesce a compiere un passo definitivo verso il “progresso etico” e a decidere che la guerra è autolesionismo puro? Del resto la pace non è un’utopia: è semplicemente qualcosa che non è ancora accaduto.

Regia di Graeme Scott, Buddy Squires

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

 

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