C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Yesterday – Un film di Danny Boyle.

Che fare se sei un giovane cantautore angloindiano in cerca di successo a Londra, e in seguito ad un blackout elettrico planetario scopri di essere l’unica persona al mondo che ricorda l’esistenza dei Beatles e delle loro straordinarie canzoni? E se, entrando su Google trovi conferma che al nome “beatle” corrisponde solo uno sgradevole coleottero, dopo il disorientamento iniziale, intuisci  che questo evento può costituire la tua fortuna? Timidamente all’inizio, e poi in forma sempre più convinta, decidi di presentare al pubblico quei brani formidabili come nuovi, e tuoi.
Tra le opere di Danny Boyle, Yesterday più che a Trainspotting, uno dei film culto degli anni’90, di quella gioventù pre-digitale che sceglieva la tossicodipendenza per non omologarsi, è vicino a The Millionaire: non a caso i due protagonisti condividono il cognome, Malik, anche se il film ispirato ai Fab Four non porterà sicuramente il suo autore nell’Olimpo che gli ha fatto conseguire 8 statuette agli Oscar 2009 con la storia di riscatto di un giovane di Bombay che partecipa alla versione indiana di “Chi vuol essere milionario”.


Al di là dell’inverosimiglianza, ciò che non funziona è il registro narrativo che il regista sceglie di adottare, rendendo eccessivamente romantica e zuccherosa la vicenda: al punto che quando un uomo e una donna rivelano al protagonista di conservare anch’essi il ricordo delle musiche dei menestrelli di Liverpool, lo ringraziano perché le diffonde, anziché torchiarlo per il furto indebito della proprietà intellettuale di qualcun altro. Peraltro l’espressione perennemente attonita di Jack Malik lo rende il protagonista spaesato di un destino che non gli appartiene. Insomma: il film non graffia e non convince, un po’ più di cinismo gli avrebbe giovato, o di autoironia, che manifesta unicamente la pop star Ed Sheeran nella parte di se stesso.
I punti di forza, allora, diventano la riproposizione di alcuni brani indimenticabili e il senso di colpa, che è il filo rosso del film, fino a che il bravo ragazzo riuscirà a liberarsene, intrattenendo senza fini di lucro i boyscout con la marcetta di Ob-La Di, Ob-La-Da.

Con Himesh Patel, Lily James, Ed Sheeran, Kate McKinnon, Joel Fry, James Corden.
Voto: 6,5/10
Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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