Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.
(Lev Tolstoj)

Vicini al 37° TFF: Jojo Rabbit, di Taika Waititi.

Ha fatto e farà discutere il film d’apertura del 37° Torino Film Festival: ispirato al libro Caging Skies di Christine Leunens, JoJo Rabbit del regista neozelandese Taika Waititi racconta di un bambino tedesco che ha in Adolf Hitler sia il proprio amico immaginario sia il proprio modello. Mentre il ragazzo (un bravissimo Roman Griffin Davis) si impegna ad essere un perfetto membro della Hitler-Jugende, scopre  che la madre ha nascosto nel loro appartamento una ragazzina ebrea.
Come conciliare l’adesione assoluta ai principi del nazismo con la simpatia crescente nei confronti della rifugiata, che – giorno dopo giorno – lo turba sempre più, fino a fargli sentire le farfalle nello stomaco?

Il film si colloca tra commedia nera e satira politica, avendo presenti Chaplin e Lubitsc, e ovviamente l’italiano La vita è bella: e se quest’ultimo poteva anche essere letto come una metafora dell’amore sconfinato di un padre, Jojo Rabbit è la messa in guardia sui rischi del culto della personalità e del conseguente ottundimento del giudizio critico e delle coscienze, che valeva allora come ora.
L’umorismo irriverente della sceneggiatura in parte rimanda all’immaginario disneyano (il film è prodotto dalla Fox, da poco acquisita dalla Disney) ma nel contempo ne fa un prodotto adulto e totalmente pop, come per i riferimenti musicali a un passato più recente: si pensi alle immagini della folla che osanna il dittatore tedesco con in sottofondo la musica dei Beatles, che scatenarono un analogo delirio collettivo.
Ma del nazismo lo sguardo azzurro di Jojo coglie anche l’orrore, che si materializza nei corpi degli impiccati esposti pubblicamente, o nelle rovine che gli si stringono intorno.
“Conoscevo la storia della Seconda Guerra Mondiale, non sapevo però della gioventù hitleriana, questo lavaggio del cervello che subivano i ragazzi. – ha raccontato in conferenza stampa il giovane protagonista, rivelando una maturità sorprendente –   A scuola è stata organizzata una proiezione de La Vita e Bella, e dell’intera scolaresca nessuno conosceva l’Olocausto. La morale di Jojo Rabbit è che ognuno di noi deve guardare la vita con i propri occhi, senza lasciarsi influenzare. Sono fiero di aver preso parte ad un film che può colmare le lacune storiche con umorismo, riuscendo così a  far presa anche sui più piccoli».

Con Sam Rockwell, Scarlett Johansson, Roman Griffin Davis, Thomasin McKenzie, Taika Waititi, Rebel Wilson, Stephen Merchant, Alfie Allen.
Uscita in sala prevista giovedì 16 gennaio.
Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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