Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.
(Lev Tolstoj)

Vicini al 37° TFF: la gara continua.

Tra i film che concorrono per il premio maggiore – la sezione Torino 37 – è presente solo un’opera italiana: Il grande passo di Antonio Padovan. L’incontro tra due fratelli, stesso padre ma madri diverse, avviene perché uno dei due, Dario, un ingegnere che vive in una cascina del Polesine e che coltiva il sogno bislacco di costruire un razzo che lo porterà sulla luna – tanto che i compaesani lo hanno soprannominato, “Luna storta” – ha mandato a fuoco il campo di un vicino. Lo raggiunge Mario, che invece sta a Roma, dove gestisce un negozio di ferramenta e tiene i piedi ben piantati per terra: fisicamente molto simili (impersonati da Giuseppe Battiston e Stefano Fresi, due grandi interpreti del nostro cinema, anche se qui domina  la forza visionaria del primo) incarnano un approccio all’esistenza differente. Il regista di Finchè c’è prosecco c’è speranza vorrebbe avere lo sguardo “alla Mazzacurati”, che significa affettuosa comprensione di un’umanità anche fuori dagli schemi e idealizzazione della provincia del Nord Est: ma qui manca quella profondità di sguardo e non si va oltre il perimetro della fiaba.
Wet Season è l’opera seconda del regista di Singapore Anthony Chen: la quarantenne Ling, insegnante di cinese di un istituto superiore, soffre la realtà di un rapporto coniugale inaridito (rappresentato metaforicamente dalla infertilità femminile) e reso ancor più mesto dalla presenza di un anziano suocero disabile da accudire. La vita di Ling viene scossa dal corteggiamento, prima timido e via via più audace, da parte di un suo studente. La donna, nonostante le iniziali resistenze, non riesce a sottrarsi alla vitalità del giovane che sconvolgerà la sua vita come una delle tempeste scatenate dalla stagione dei monsoni. Quale futuro potrà avere la relazione tra i due, nello scenario di una Singapore che mostra il volto autoritario di ex-colonia?

Entrambi i film raccontano l’aspirazione a realizzare un sogno impossibile: che sia raggiungere l’astro cantato dai poeti o una maternità ( e la libertà) disperatamente cercata.

Anna Scotton
annas@vicini.to.it

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