“Lavora quando puoi e riposa quando devi”
Lailah Gifty Akita

In mezzo alle Sardine a Torino

Leggo su un cartello di un ragazzo di fronte a me: “SOTTO UNA SOLA BANDIERA: LA COSTITUZIONE”.

In piazza Castello inizia lentamente verso le 18,30 l’adunata delle Sardine. Chi arriva con una sardina di cartapesta lunga due metri, orgogliosamente in bella vista, alcuni con cartelli di varie dimensioni, altri li portano appesi al collo. Da via Roma, Via Pietro Micca, via Garibaldi, è un flusso continuo di persone con in viso un sorriso. La piazza è quasi completamente piena, in maggioranza giovani, ma un buon 40% sono persone della mia età, pensionati, molte donne che orgogliosamente innalzano sardine di cartapesta, colorate, cartelli, qualche bandiera tricolore. Forse come fascia di età è un po’ carente quella dei giovani adulti, i trenta-quarantenni. Saranno stati ancora al lavoro?

Verso le 19, la piazza pare faccia fatica a contenere il flusso che continua ad alimentarla. Di fronte alla cancellata di Palazzo Reale un pallone bianco innalzato con una scritta: SARDINE TORINO 10 12 19. Le forze dell’ordine presidiano gli accessi con discrezione. L’organizzazione si è premurata di coordinarsi per evitare tafferugli; anche per quanto riguarda i partecipanti L’invito era comportarsi con la massima correttezza: anche la proposta di scambiarsi un libro dava l’dea della ricerca di un contatto cordiale.

Quanti saremo? Tanti immagino, forse trentamila, qualcuno suggerisce molti di più, arriveremo a trentacinquemila. Un successo.

Quando la speaker, che ovviamente nella calca non riesco a vedere, inizia ad intonare in sottofondo, senza parole, appena accennato, l’inno di Mameli, l’atmosfera diventa coinvolgente.

Poi chiede la versione cantata a voce alta, e un brivido attraversa tutta la piazza, tutti che intonano un inno che a noi avevano insegnato a memoria nella prima elementare. Ora chissà.

Dopo un’ora di festa e canti, al termine, la piazza era linda, ripulita dai volontari.

Cosa ha portato tante persone così diverse tra loro a riversarsi in una piazza, magari senza averlo fatto per anni?

Forse interessi comuni: il tema dell’ambiente è ormai dominante anche nelle famiglie, dove i più piccoli insegnano comportamenti virtuosi agli adulti; aspirazione alla legalità, alla buona politica che manca dal nostro orizzonte da anni, ad un linguaggio non mistificante; che sono gli slogan lanciati dai ragazzi di Bologna.

Forse, l’idea di una testimonianza è quella più attendibile. Siamo qui per dimostrare che si può essere uniti nella ricerca di interessi comuni. E l’immagine che più sembra emblematica di questo atteggiamento è la “palla”, spesso rappresentata nelle reti TV, del branco che si raccoglie e, ruotando vorticosamente, crea un alone di scintille luminose che sconcertano l’aggressore.

Angelo Tacconi, Gianpaolo Nardi

loris@vicini.to.it

 

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