“La suprema felicità della vita vita è essere amati per quello che si è o, meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è.”

Victor Hugo

La dura vita del pedone “vulgaris”

Sulla faccenda dei monopattini è già stato scritto tutto e il suo contrario senza per questo che io abbia fatto un minimo passo avanti nella comprensione degli avvenimenti. Ora è possibile che la mia dose di neuroni non sia sufficiente a garantire la decodificazione dei fenomeni attuali, per cui ho cominciato a tempestare amici, conoscenti, assicuratori etc. per avere ragguagli. E sono addivenuta alla consolante ( per i miei neuroni) conclusione che nessuno ci ha capito un accidenti. Piste ciclabili, dicono alcuni, stesso trattamento delle biciclette, sarà per questo che al pari delle biciclette viaggiano indisturbati sui marciapiedi alla velocità dei fulmini? E l’assicurazione? Chiedo io da tentennante pedone con ossatura fragile.

Se mi investono e mi squarciano il menisco mentre mi distraggo alla vetrina? Beh, se il Nuvolari di turno ha stipulato un’assicurazione personale, cioè tutto al suo buon cuore, forse un pezzo di menisco me lo ripagano, ma, beninteso, al suo buon cuore.

E quindi, che dire ? Per ora esistono scarni regolamenti, da interpretare. Ci si affiderà come è bello e giusto che sia, al buon senso di ognuno.

Intanto non ci resta che l’allerta e, ovviamente, lo striscio contro il muro.

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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