“Non aver paura delle difficoltà che incontri. Ricorda che l’aquilone si alza con il vento contrario, mai con quello a favore” Autore Anonimo

“Idda”: due donne, un’unica storia

Martedì 18 febbraio alle 18.00 il gruppo di lettura dello Spazio Donne ha organizzato per il progetto “Leggermente” un incontro con Michela Marzano in Cascina Roccafranca. La scrittrice ha presentato il suo ultimo libro “Idda” attraverso una serie di considerazioni soprattutto sui rapporti interpersonali dei personaggi principali, ma anche su temi come quello della memoria e della famiglia.

Michela Marzano, classe 1970, ha vinto il concorso alla Scuola Normale Superiore di Pisa, si è laureata in filosofia e ha conseguito un dottorato di ricerca. È diventata docente di filosofia morale all’Université Paris Descartes, dove insegna tuttora, e ha diretto il Dipartimento di scienze sociali della Sorbonne di Parigi. Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stata eletta alla Camera dei deputati nelle liste del Partito Democratico e da quello scranno ha combattuto per i diritti e le libertà individuali. Ha scritto moltissime opere sia in francese che in italiano, vincendo il premio letterario Bancarella nel 2014 con “L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore”.

Dopo una presentazione con accompagnamento musicale dei due luoghi dove principalmente si sviluppa la vicenda, Parigi e il Salento, e una breve nota biografica  dell’autrice si è passati all’intervista: ogni domanda è stata preceduta dalla lettura di un brano del libro che portasse a spunti di riflessione differenti, abilmente “guidati” dalle organizzatrici della serata.

Michela Marzano, a partire dalla domanda «Che cosa rimane di noi quando perdiamo la memoria? Chi siamo quando i ricordi svaniscono l’uno dopo l’altro, e sopravvivono soltanto alcune tracce del passato?», è riuscita a costruire la storia di due donne completamente opposte ma che si ritrovano nella struggente esperienza del ricordo. Alessandra è una quarantenne pugliese che dopo la morte della madre decide di cambiare completamente vita per allontanare, seppellire e cancellare definitivamente il passato: si trasferisce a

Parigi dove si fidanza con Pierre e diventa biologa. Annie è l’anziana mamma di Pierre che, a causa della demenza senile, inizia a dimenticare e ha bisogno di qualcuno che si occupi di lei.

Così le due protagoniste trovano un punto comune e inaspettatamente finiscono per aiutarsi a vicenda. Alessandra, per esempio, si sentirà nuovamente figlia e deciderà dunque di ritornare dopo anni e anni nella sua terra natale per riscoprire la sua storia.

Qual è dunque la risposta alla domanda iniziale? È l’amore.

Ciò che ci lega alle altre persone diventa l’unica cosa che rimane quando tutto il resto inizia a scomparire. È quasi ovvio: un’emozione così forte non può essere cancellata da una malattia o dalla volontà, come nei casi di Annie e Alessandra. Quando si è amato qualcuno è per sempre, anche se non si riconosce più l’altro, anche se si vuole cancellare ciò che è stato. L’amore resta.

Giulia Valentino

giuliav@vicino.to.it

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