“Lavora quando puoi e riposa quando devi”
Lailah Gifty Akita

La prima cosa che farò…….dopo

Quanto tempo manca alla parola “liberi tutti”? Quando si potrà uscire senza restrizioni?

Chi ha dei bambini in casa l’avrà sentita ripetere mille volte e tutti sanno che la cosa purtroppo avverrà in modo graduale.

Ho pensato che se questa situazione si fosse verificata ad esempio 30 anni fa, sarebbe stato psicologicamente devastante, semplicemente perché non avremmo avuto a disposizione gli strumenti tecnologici che ora usiamo tutti noi, giovani ed anziani regolarmente, se pensiamo solo alla potenzialità della rete internet, ai social, che ci permettono di essere virtualmente ovunque, con chiunque, annullando ogni distanza.

C’è chi ha stilato delle vere e proprie liste dei desideri, anche sui social, alcuni invece contano i giorni immaginando la fine di questo incubo. Alcuni pensano alle proprie famiglie o agli amici lontani da rivedere e chi si è reso conto delle nuove priorità che fino a qualche mese fa neanche immaginava.

Ma tutti, grandi e piccoli in questi giorni difficili di quarantena, abbiamo pensato almeno una volta alla prima cosa da fare “dopo”. A un obiettivo bello da realizzare quando incominceremo a vedere una lucina alla fine del tunnel e potremo uscire di casa, liberi di spostarci dove vogliamo, senza restrizioni. Che sia una cena con gli amici in un ristorante oppure una semplice passeggiata senza fretta, non con l’ansia del dover rientrare, o che sia l’abbraccio alle tante persone da cui siamo stati separati per un tempo così a lungo o finalmente un acquisto fisico da fare in un negozio, che sia portare i bambini al parco giochi o, magari, un nuovo progetto, una gita in montagna, a lungo immaginata, scaturito proprio durante i giorni in casa, da provare a mettere in pratica.

Personalmente, penso che la prima cosa che farò, sarà quella di andare a trovare mio figlio, che vive ad Ivrea, abbracciarlo e guardarlo negli occhi, facendogli capire quanto mi è mancato in questo tempo sospeso, nonostante la tecnologia ci abbia fatti sentire un poco più vicini.

Poi insieme a lui andare a fare una passeggiata verso qualche cima sui monti che lui ama.

La seconda che mi viene ora in mente sarebbe una gita con mia moglie, verso il mare.

Andare su una spiaggia ed osservare il mare, sentirsi accarezzati dalle onde, scoprendo e misurandomi con la sua immensità, quanto siamo piccoli ed a volte indifesi nel cammino che affrontiamo su questa terra, e viene spontaneo un pensiero, che va a tutti coloro ghermiti senza ragione, strappati ai loro affetti, da un virus e rimane sospesa una domanda senza alcuna risposta: perché?

E poi con i tanti amici della mia infanzia, che ho la fortuna di avere ancora, ritrovarci a ridere, a scherzare, ritornare a fare le cose di sempre, una gita in bicicletta, una passeggiata in collina, alla ricerca della splendida natura, che è rimasta come sempre, come se nulla fosse successo, ad assistere impotente allo scorrere delle nostre vite.

Angelo Tacconi

loris@vicini.to.it

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