“Lavora quando puoi e riposa quando devi”
Lailah Gifty Akita

Quando vince la solidarietà

L’ufficio Pio del San Paolo ha proposto ai propri volontari di raccontare gesti di solidarietà di cui siano stati protagonisti, in particolare nelle modalità e con le limitazioni che caratterizzano questo periodo di emergenza.

Quella che pubblichiamo è una testimonianza inviata da una volontaria a Ufficio Pio sulla sua attività di sostegno condotta in collaborazione anche con Telehelp*

“Cara Simona,

come mio contributo al nuovo spazio che hai aperto per tenerci in rete e condividere piccoli frammenti di lavoro solidale che si possono fare anche essendo reclusi, vorrei restituirvi la mia prima settimana di lavoro e di tutti i regali che mi hanno fatto le persone con cui sono venuta in contatto svolgendo il volontariato telefonico che, grazie a te e a Telehelp, posso effettuare stando comodamente seduta nel mio salotto.

Si tratta di una ventina di assistiti piuttosto avanti con gli anni o di disabili; infatti, in un paio di circostanze ho parlato con genitori o figli, in altre due con le badanti, per il resto sono riuscita a comunicare con i diretti interessati, anzi per la maggior parte interessate, perchè dagli ottanta in su ho trovato solo donne.

Una caratteristica mi ha subito colpita li accomuna tutti, anche i più provati che sono i familiari: l’assoluta assenza di autocommiserazione o di toni lamentosi. Certo mi hanno segnalato difficoltà, alcune più grandi, come fughe di badanti in piena emergenza, aggravamento di malattie già invalidanti, oppure vita sospesa tra una casa e l’altra perché il blocco della mobilità ha impedito trasferimenti di abitazione e dei familiari su cui solitamente si poteva fare affidamento per un aiuto pratico ed anche per un po’ di compagnia. Ma tutto con estrema pacatezza, consapevolezza della gravità del momento e della serietà con cui bisogna seguire le norme di prevenzione.

Devo dire che, pur avendo dato la mia disponibilità molto volentieri a questa attività, poi, quando si è trattato di iniziare, ho provato timore: avevo un po’ paura di quello che avrei trovato al di là del filo, soprattutto dolore, solitudine, ed impotenza da parte mia; ed invece è stata, come già detto, una piacevolissima sorpresa.

Sono stata anche fortunata nelle prime telefonate che mi hanno dato fiducia e la carica giusta per proseguire. Ho incontrato ultranovantenni lucidissime e ultlraottancinquenni infaticabili produttrici di mascherine. Io non sapevo nulla di loro, neppure l’età, mi è stato passato solo un elenco di nomi con i relativi recapiti telefonici. Ma è stato meglio così: ho avuto l’opportunità di conoscerli, cercando di fare le domande giuste, anche sugli anni, che con le signore non è mai carino, ed ho ricevuto in dono storie incredibili, di coraggio, di resistenza, di rinascita dopo le prove più dure a cui erano state sottoposte. Una vera lezione di vita in questo momento dove tendiamo ad essere insofferenti perchè non possiamo uscire, andare al cinema o a teatro, ma abbiamo il frigo pieno, la casa calda, televisione, internet.

E le mie signore mi hanno donato ulteriori note di ottimismo. Chi diceva di preferire la compagnia dei giovani a quella delle coetanee che ti parlano solo di acciacchi, perchè i giovani guardano al futuro e fanno progetti; chi, in vista di un prossimo compleanno in isolamento, ha già messo una bottiglia in frigo per brindare insieme ai propri cari lontani con una videochiamata.

Un’idea geniale che mi ha dato la spinta per organizzare una serata il prossimo 9 aprile per il compleanno di mio nipote: decideremo un menu uguale cucinato ognuno a casa propria (così almeno loro potranno aggiungere aglio e cipolla a cui io sono allergica), ed avrò finalmente l’occasione per aprire la torta che avevo comprato per il mio di compleanno, che però è coinciso con il famoso decreto che ha fermato l’Italia (11 marzo), per cui non c’era proprio nulla da festeggiare. Così il fantastico dolce di nocciole proveniente da La Morra è rimasto chiuso nella sua confezione. Certo ce lo mangeremo solo io e mio marito, ed Andrea potrà fare solo finta di soffiare sulle candeline, ma, in fondo, quel che conta, non è il pensiero?

Tiziana”

*Telehelp è una O.N.L.U.S. che fornisce un servizio di telesoccorso-teleassistenza a persone sole o bisognose di supporto.

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