“Non sapendo quando l’alba arriverà, tengo aperta ogni porta.” Emily Dickinson

“Idee che vale la pena di diffondere” per la cultura torinese

«Ideas Worth Spreading» (“idee che vale la pena di diffondere”) è il motto di TED, un’organizzazione no-profit che nasce all’ombra dei colossi della Silicon Valley con molti dei quali ha in comune l’attenzione all’aspetto comunicativo. Ciò che interessa all’organizzazione TED però è la comunicazione che “vale”, lo scambio di idee costruttivo tra persone che abitano anche in diversi continenti. Il gruppo TED, dal 1984, si occupa di organizzare conferenze su moltissimi argomenti (dalla scienza, alla tecnologia, alle tematiche globali ecc…) in più di 117 lingue, che vengono poi caricate sul sito di TED per far sì che chiunque possa usufruirne. Il modello originario delle conferenze TED si basa su incontri che avvengono tre o quattro volte l’anno e hanno come protagonisti persone più o meno note, ma chiunque può parteciparvi: per ampliare il raggio d’azione della propria missione, l’organizzazione TED ha istituito la piattaforma TED Circles, sulla quale piccoli gruppi possono connettersi e dialogare su idee sempre nuove relative a un tema scelto mensilmente. Chiunque può ospitare un TED Circle, chiunque può parteciparvi, basta compilare la registrazione sul sito.
TED Circles però non è l’unica filiazione del gruppo TED: per portare l’esperienza TED in diverse città del mondo è infatti nato il programma TEDx che consiste in diversi eventi organizzati a livello locale in cui il filo conduttore è sempre quello dello scambio di idee tra pari.

Proprio dalla collaborazione di TEDxTorino con la Città di Torino, nasce l’idea di ospitare TED Circle per cercare nuove idee per il rilancio della cultura torinese: Ringrazio TEDxTorino che ha risposto alla richiesta della Città di usare un format innovativo al servizio del bene comune – sottolinea Francesca Leon, assessore alla Cultura del Comune di Torino -. Questi mesi di emergenza sono stati densi di confronto, ragionamento e pensiero. E TED è il partner migliore per aiutarci a cercare di far emergere argomentazioni collettive, soluzioni, sguardi e spunti importanti per ripensare a questo settore, ai possibili processi di innovazione, all’uso dello spazio pubblico e alle nuove sperimentazioni. Tutto quello che ci sta insegnando questa emergenza dovrà necessariamente servire per costruire una Torino e un mondo migliori.

Sono stati tanti infatti gli eventi e le mostre che si sono viste sbarrare i cancelli in questo periodo di chiusura forzata: da Leonardo da Vinci, a Mantegna, alla mostra evento sulle foto di Nickolas Muray che ritraggono l’iconica Frida Kahlo, fino al Salone del Libro, l’evento culturale più importante dell’anno per la città di Torino.
Ma ancora una volta la nostra città dimostra di aver voglia, nonostante tutto, di puntare sulla cultura, e ce lo prova organizzando insieme a Enrico Gentina, curatore di TEDxTorino, 5 tavoli virtuali nell’arco di 5 settimane che fino a metà giugno ospiteranno in tutto 60 persone. Ogni incontro virtuale si svolgerà a porte chiuse e avrà 12 protagonisti che, ignari dell’argomento e dell’identità dei loro compagni di discussione, si confronteranno sul futuro della cultura a Torino e in Italia: Questo è un esperimento affascinante – dichiara Enrico Gentina – nello spirito di TEDxTorino; ci mettiamo a servizio della città con il nuovo format TED e la piattaforma TED Circle centrata sulla comunicazione tra pari, tutti attorno a un tavolo virtuale. La sfida è arrivare a giugno con una serie di pensieri nuovi da condividere con il mondo della cultura torinese e con i media per uscire da questa fase di stallo .

Non aveva torto l’inventore statunitense Richard Buckminster Fuller quando già prima del boom di internet diceva: “L’umanità sta acquisendo tutta la tecnologia giusta per tutte le ragioni sbagliate”; ma forse si può ancora sperare quando in casi come questo, le ragioni sono giuste.

 

Chiara

chiaral@vicini.to.it

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