“La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.” SANT’AGOSTINO

IL PESSIMISMO DEL MELOMANE

 

Tu valli a capire, sti melomani torinesi. Tignosi.

A differenza delle altre categorie umane, che per riparare il rubinetto che perde si affidano al calzolaio e per cavarsi un dente malato ricorrono al gommista, essi pretenderebbero che a deliziarli con la cavatina ci provasse un cantante lirico di un qualche talento magari persino guidato da un direttore d’orchestra che conosca le sette note e non si sbracci solo per rifarsi i muscoli. E quindi di conseguenza vorrebbero che a gestire il teatro Regio arrivasse qualcuno in grado di distinguere fra una voce di tenore e quella di un soprano, che, si sa, si confondono facilmente.

Ma tu guarda le pretese.

Non considerando per niente che la città è eccentrica e generosa, e quindi ha offerto la possibilità anche a chi non ne sapeva granchè di melodramma, di farsi le ossa nella materia, perchè non è affatto detto che l’esperienza accumulata nell’ascensoristica non possa essere propedeutica all’elevazione del bel canto.

Vederli tutti lì a protestare, comprese le maestranze del teatro, fa veramente male al cuore.

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*