“Lavora quando puoi e riposa quando devi”
Lailah Gifty Akita

Cinemambiente 2020. Luoghi e vite.

Uno degli eventi clou dell’edizione 2020 di Cinemambiente è stato la proiezione il 3 ottobre di Gianni Berengo Gardin’s tale of Two Cities, il documentario della regista e storica dell’arte americana Donna Serbe-Davis (Usa, 2019, 61′). Dedicato “al popolo di Venezia”, il film immerge in quella bellezza, attraverso lo sguardo di uno dei più grandi fotografi italiani. Il lavoro di Berengo Gardin ha sempre avuto un “lato sociale”, rivelando attenzione ai problemi del lavoro, delle minoranze, siano nomadi, zingari o i segregati nelle strutture manicomiali.  “L’impegno stesso del fotografo non dovrebbe essere artistico, ma sociale e civile”, spiega l’anziano artista nel filmato, che ne racconta la presa di posizione “angosciata” nei confronti delle grandi navi da crociera che deturpano la città lagunare, insieme all’invadenza pericolosa del turismo di massa. Il filmato da’ voce alla preoccupazione unanime di intellettuali italiani e internazionali, e di qualche veneziano: degli oltre 160000 residenti del 1954,  ora siamo a circa 52000; colpiscono le dichiarazioni di alcuni giovani, decisi a non andarsene, ma smarriti sul da farsi. La città – minata dal passaggio nelle  acque antistanti  di imbarcazioni  più grandi della Basilica di San Marco, mentre, da tempo, si chiede di pensare a navi di dimensioni ridotte, meno inquinanti e calibrate sulle caratteristiche morfologiche delle laguna – conoscerà una tregua, legata alla sospensione delle crociere per il Covid 19: nessuna grande nave passerà per Venezia almeno  fino a fine anno.

Cineambiente presta attenzione alle creature grandi e piccole: Pariah dog, (Usa, 2019, 77′), di Jesse Alk, documenta la presenza di decine di migliaia di cani nelle vie di Calcutta: i quattro personaggi di cui il film raccolta la storia sono accomunati ai randagi  dallo stesso  destino di difficoltà ed esclusione sociale.

Del 4/10 si segnala Cinquanta passi, il documentario di Niccolò Aiazzi, (Italia, 2020, 54′). Affascinante e crudo al tempo stesso ha protagonista Michele Cucchi, alpinista e guida alpina al quale non interessa più sfidare le vette, come il K2 da lui raggiunto, ma piuttosto sviluppare progetti ambientali per la salvaguardia di un ecosistema ormai fragile anche a grandi altitudini. Il ritiro dei ghiacciai (50 passi separano i massi che indicano i limiti delle misurazioni del ghiacciaio del Gorner a Zermatt tra il 2018 e il 2019) porta alla luce anche le tragedie di quegli alpinisti che non ce l’hanno fatta, e  il dovere che sente  Cucchi è  di restituire la memoria a quei corpi che possono così tornare ai loro cari, perchè la montagna è un luogo sacro e  i ghiacciai ne sono l’archivio, ormai a cielo aperto.

Ultima proiezione il documentario The Great Green Wall, di Jared P. Scott ( Regno Unito, 2019, 92′). Nel sub-Sahara, gravato dalla progressiva desertificazione imputabile in buona parte all’aumento delle temperature causate dai gas serra, si sta realizzando  un straordinario progetto ambientale e sociale: la creazione della Grande Muraglia Verde. Si tratta di una “barriera” di 8.000 km di alberi che si estenderanno su tutta la larghezza del continente per risanare la terra e fornire una speranza a milioni di persone e il cui completamento è previsto per il 2030.  La voce  della cantante e attivista maliana Inna Modja accompagna le immagini e infonde un messaggio di vitalità e speranza, che è anche lo spirito di questo Cinemambiente 2020 che si chiude.

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

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