“La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.” SANT’AGOSTINO

Postumi da Indiana

A ormai un mese dall’Indiana Festival, rassegna tutta torinese all’insegna della musica indipendente, facciamo un passo indietro e conosciamo più da vicino tre partecipanti certamente annoverabili tra i big: dal pluripremiato cantautore che da anni calca i palchi Federico Sirianni, passando per la nuova proposta indipendente dei Santinumi!, fino a Roncea.

Federico Sirianni, pluripremiato cantautore genovese adottato da Torino, si aggiudica nel 1993 il premio Tenco come miglior esordiente, con i brani Caldo da impazzire, Estranei e I canti di Natale. Appena un  decennio dopo, in seguito a un lungo viaggio nella Bulgaria post-sovietica, forma la Molotov Orchestra e registra il primo album Onde Clandestine (2002). Nel 2006 esce il secondo lavoro discografico Dal basso dei cieli, che contiene Perché la vita, con cui si aggiudica il premio Umberto Bindi, mentre nel 2010 riceve il Premio Lunezia DOC per il valore musical-letterario delle sue opere. Ormai ben più che un outsider, colleziona nei dieci anni successivi altre tre buone uscite discografiche: Nella prossima vita (2012), Vinile di Natale – Dio dei Baraccati (2013) e Il Santo (2016). Sirianni ha omaggiato l’Indiana ripercorrendo cinque lustri abbondanti di percorsi musicali, incluse una serie di monografie dedicate ai suoi giganti: Cohen, Dylan, De André e Gaber. Ecco un suo brano

I Santinumi! (ukulele, pianoforte e batteria) nascono nell’aprile 2019 da un’idea di Andrea Bertolotti, Nicola Martini e Maurizio Daniele, che hanno condiviso il palco con artisti del calibro di Motta e Brunori Sas. A febbraio 2020 pubblicano Paganìa, il loro primo disco: quasi totalmente auto-prodotto, contiene otto tracce cantate da voci diverse e ciascuna associata a una divinità. I tre iniziano per gioco a mischiare le peculiarità dei loro strumenti, alla ricerca di un sound che possa unire l’energia strumentale al pop manualistico, la canzone d’autore al folk rock.

Ecco un loro brano

 

 

Roncea è un cantautore classe 1987, di origine francese ma cresciuto a Vezza d’Alba. Con i Fuh apre svariati concerti a The National e Artic Monkeys, per poi collaborare con membri di Verdena e Marta Sui Tubi (il progetto del chitarrista siciliano Carmelo Pipitone). Con il trio sperimentale Io Monade Stanca (African Tape) pubblica tre album per etichette francesi e suona più di cento concerti in tutta Europa. Il quarto lavoro da solista Presente è il primo in italiano a sorprendere la critica: i due singoli Perdersi e Il Presente superano le 75000 visualizzazioni su Youtube. Accompagnato dalla talentuosa violoncellista Chiara di Benedetto (recentemente in tour con Ultimo), Roncea ha omaggiato l’Indiana riproponendo suoi brani in una nuova veste più acustica, intima e (forse per questo) genuina.

Ecco un suo brano

Matteo Gentile

matteog@vicini.to.it

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*