“Lavora quando puoi e riposa quando devi”
Lailah Gifty Akita

Riapertura delle scuole: intervista a una maestra delle materne

Qui di seguito riportiamo l’intervista alla maestra di una scuola materna di Torino.

Qual è la difficoltà più grande che ha riscontrato, come maestra, nel rientro a scuola?

La difficoltà maggiore è stata riscontrata nel ricostruire i rapporti con le famiglie. Infatti, non poter intrattenere rapporti con loro per molto tempo ha creato un po’ di amarezza. Anche la difficoltà nel gestire modalità differenti di entrata e uscita da scuola e di colloqui ha destabilizzato un po’ i rapporti. I colloqui in presenza sono quelli che mediano subito le difficoltà: online o con comunicazioni date da lontano è più difficile arrivare a una rapida risoluzione dei problemi.
Anche il fatto che gli ingressi siano contingentati e non ci sia più una fascia di entrata unica ha portato problemi ai genitori con figli in diverse scuole.

Quali difficoltà avete riscontrato di più da parte dei bambini nella ripresa della scuola?

I bambini hanno mostrato una grande consapevolezza della situazione: sono loro stessi a dire ad esempio “non ci possiamo abbracciare perché c’è il coronavirus”. Il coronavirus li segue ovunque diciamo, è diventato il loro “angelo custode”, in negativo ovviamente.
I bambini hanno subito capito gli spazi, da dove entrare e da dove uscire, tutte le modifiche le hanno incamerate senza difficoltà, in questo sono stati molto più abili di noi adulti.
La difficoltà maggiore per i bambini è nel sapersi contenere; alle materne c’è una tale esuberanza e voglia di stare insieme che su certe cose non riescono a capire ancora il limite e questo c’è soprattutto nei bambini di 4 e 5 anni.
I più piccoli stanno faticando di più, ma varia molto da caso a caso. Non so se i bimbi che hanno iniziato il primo anno avrebbero avuto gli stessi problemi iniziando in una situazione, per così dire, normale; alcuni bambini che fanno difficoltà combinazione non hanno nemmeno frequentato il nido. Non so se averlo frequentato avrebbe alleggerito il loro inserimento o meno ma sicuramente, il fatto di essere stati molto in famiglia, ha reso più difficile il distacco.
Un’altra cosa che noto è la maggior difficoltà nel mantenere l’attenzione; c’è da dire che la scuola è iniziata solo da un mese quindi è ancora tutto da costruire: se prima avevamo solo pochi mesi di interruzione, adesso dobbiamo fare i conti con molti più mesi e perciò bisogna ancora lavorare molto.

Come ci si sta comportando per mantenere un minimo di distanziamento tra i bambini?

Tutti i bambini occupano per l’intera giornata la stessa aula e lì dentro fanno tutto. Alcune classi, spostandole in spazi più ampi, si sono mantenute unite mentre là dove il numero dei bambini diventava troppo grande per l’estensione dell’aula, le sezioni sono state suddivise in due sottogruppi. I due sottogruppi hanno un po’ patito questa frammentazione ma c’è un lato positivo: essendo un gruppo piccolo si forma un rapporto uno a dodici tra maestra e bambini e questa è una situazione idilliaca per il bambino che può avere la maestra tutta per sé per molto più tempo.

Quindi ogni sezione ha la propria aula e fa tutto al suo interno.

Sì. Il fatto di fare tutto nello stesso ambiente, per ora che possiamo usare ancora il giardino, non ha creato grossi scompensi. Immagino che protraendo la situazione a lungo termine, dover occupare sempre lo stesso spazio senza poter uscire, potrebbe recare un po’ di disagio al bambino: prima si avevano più spazi, anche molto grandi nei quali poter correre e fare attività più dinamiche e questo sicuramente mancherebbe.

Come funziona il “momento gioco”?

I giochi sono diminuiti notevolmente perché devono essere sanificati quotidianamente o settimanalmente. Sono limitati anche come tipologia perché sono quelli con meno incastri possibili, con superfici lisce e non di stoffa o morbidi perché devono essere sanificati e igienizzati con una maggiore frequenza.
Abbiamo però notato che questo non è stato così negativo: i bambini con meno giochi hanno imparato ad essere più creativi rispetto ad una volta. Quindi la diminuzione dei giochi ha portato maggior contenimento ma anche maggior creatività perché con uno stesso gioco ti inventano situazioni diverse. E’ vero che tu dai più giochi anche per rispettare le inclinazioni di ogni bambino ma si stanno reinventando in modo molto più facile del previsto.

Come ci si comporta nei confronti del “momento riposino”?

Da noi i bimbi possono fare il riposino a scuola, l’unica cosa è che ogni gruppo deve rimanere sempre nello stesso ambiente e sempre con le stesse insegnanti e questo sta portando alcune insegnanti a fare ore in più per salvaguardare questo principio. Là dove il gruppo è stato dimezzato dovrà arrivare un altro contingente di insegnanti detto “contingente covid” per coprire queste classi dimezzate.

Come viene gestita la necessità di andare in bagno?

Vengono fatti gruppi di quattro bambini che vengono portati in bagno cercando di mantenere le distanze. Bisogna però tenere conto che nell’infanzia c’è sempre questa voglia di stare vicini che è difficile da contenere.
Anche a tavola si mantiene il distanziamento perché sono tavole abbastanza grandi e i bambini vengono disposti saltando un posto tra uno e l’altro: i bambini sono abilissimi a sedersi sui pallini che indicano il loro posto. Anche per il riposo si mantiene il distanziamento: oltre ad avere le brandine a un metro le une dalle altre, i bambini vengono fatti sdraiare uno a testa e uno a piedi perché ci sia distanziamento da bocca a bocca.

Come viene organizzato il sacchetto del cambio?

Il cambio viene messo in un sacchetto sigillato e poi ancora all’interno di un altro sacchettino che rimane nell’armadietto. Le scarpe anche vengono messe in un sacchettino chiuso, idem per il giubottino. Il sacco nanna invece viene messo in un sacchetto di plastica che portano a casa tutti i giorni per essere igienizzato.

Qual è la più grande difficoltà che avete riscontrato nei genitori?

Innanzi tutto i genitori non entrano nella scuola; per il primo giorno di scuola abbiamo fatto l’inserimento ai bambini del primo anno in cortile e con ingressi scaglionati, in modo che potessero essere accompagnati dai genitori e si potesse nel contempo rispettare il distanziamento.
Sicuramente la difficoltà maggiore per i genitori è stata sulle fasce orarie, sul poter accompagnare più figli a scuola e in orari diversi. Inoltre temevano, vedendoci con la mascherina, di non avere più contatti con noi e questo ha creato un momento di disagio. Quando poi hanno capito che chi desiderava i colloqui individuali poteva averli e che comunque noi saremmo stati sempre disponibili, questa paura è andata scemando.

I bambini come hanno preso il fatto di vedere le maestre con le mascherine?

Loro si sono abituati subito; qualche volta quando dobbiamo farci vedere per qualche esigenza, ci manteniamo un po’ più lontani e abbassiamo la mascherina mostrando il nostro sorriso, ma ormai i bambini si sono abituati con tranquillità.

Come ci si comporta per la misurazione della temperatura?

Noi abbiamo adottato la misurazione della temperatura all’ingresso della scuola e viene fatta dagli operatori o dagli insegnanti; il genitore aspetta che al bambino venga misurata la temperatura e che venga fatto entrare a scuola e poi se ne va.

Dal momento che è passata già qualche settimana dall’inizio della scuola, si possono tirare le prime somme e vedere cosa sta funzionando meglio e cosa invece necessita di una miglioria. Cosa pensa al riguardo?

Certamente il fatto dell’igienizzazione continua crea dei problemi perché porta ad avere classi con meno cose possibili, il che crea un clima più freddo. Devo dire però che i bambini non stanno mostrando di patire quest’aspetto, forse tocca di più l’ immaginario di noi maestre che siamo abituate a lavorare in un ambiente sempre molto vivo perché ricco di disegni, immagini ecc..
Dal momento che siamo in emergenza non so dire quali miglioramenti si possano fare perché abbiamo cercato di fare il massimo; non so cosa avverrà in inverno per gli spazi, quando non potremo più utilizzare il cortile. Avremmo potuto dividerci come scuola e iniziare a usare strutture del comune, dell’università ecc.. ma abbiamo voluto mantenere la scuola tutta unita perciò vedremo come si evolverà la situazione.

Chiara

chiaral@vicini.to.it

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