“La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.” SANT’AGOSTINO

Riapertura delle scuole: intervista a uno studente del Liceo Scientifico

Riportiamo di seguito l’intervista a uno studente al primo anno di un Liceo Scientifico di Torino.

 

Ciao, mi racconti qualcosa della situazione nella tua scuola? Ormai hai iniziato la tua 1° Liceo da oltre un mese.

Un’ intervista? Vuoi farmi diventare famoso?

Tranquillo, nessuno diventa famoso con le nostre interviste. Facciamo un passo indietro: come è stato il primo impatto? Mascherine, distanziamento…

Vedi, più che una questione di mascherine, distanziamento, percorsi obbligati, c’è stato un problema di organizzazione.

Non c’erano ancora tutti i professori?

Mancavano Inglese e Storia dell’arte. Nelle ore destinate a queste materie si faceva supplenza. Più che altro c’era confusione. Il prof di latino si è presentato in ritardo: era finito nella 2a D invece che venire nella 1a A.

Beh alla prima uscita…è successo anche a me. Sono entrato in una sala riunioni, ho ascoltato un cinque minuti e “Sorry, gentlemen, I am in the wrong meeting”. E cosa si fa con i supplenti?

Niente.

Come niente?

Eh il supplente guarda la classe, fa fare i compiti, “studiate”…a volte sono insegnanti di altre classi che non hanno lezione in quegli orari,.

Ah: “guarda la classe”. Va beh. Adesso ci sono tutti, gli insegnanti?

Sì gli ultimi arrivati sono supplenti di materia, quello di Arte e Immagine, arrivato ieri, e Inglese.

Cosa significa “di materia”?

Sì, quelli che hanno sì una supplenza ma è per la propria materia.

Capisco, non solo per “guardare” la classe. Come sono i professori? Come li trovi, sono preparati?

Sì sì. Il Prof di italiano è uno spasso: appena ci ha comunicato email e numero di telefono abbiamo cominciato a scambiarci meme e battute via mail. Una delle prime risposte mail è stato un “cazziatone”: non si dice “Buongiorno Professore, ma Buongiorno, professore” .

Scusa?

Con la virgola. Figurati, abbiamo spedito una raffica di “Buongiorno professore” con e senza virgola. Al che ci confessa “Sono diventato io stesso un meme” e ci invia l’immagine in cui col braccio alzato si ripara da un “Buongiorno” senza virgola.

E in classe, gli insegnanti sono attenti agli aspetti sanitari? Fanno rispettare le regole?

Si sono molto severi, fiscali, danno una nota anche solo se uno abbassa la mascherina. E la mascherina va indossata in tutto l’edificio. Anche durante la lezione. Quando uno studente esce (per una merendina o andare in bagno) il prof segna l’uscita nel registro elettronico. Ai distributori automatici degli alimenti si deve rispettare la coda distanziata.

Siete andati in palestra?

Solo una volta. Le precauzioni sono le stesse: fino a quanto non inizia l’attività, mascherine.

Quindi, quali sono le difficoltà che più ti pesano: mascherine, disorganizzazione a cui accennavi prima?

Mah: con le mascherine ci si abitua, anche se alla fine devi stare con la mascherina 5 o più ore. Più che altro c’è la mancanza di contatto coi compagni: stare lontano, non scambiare oggetti. Non lo puoi toccare, …la socializzazione è ridotta. Anche coi professori bisogna rispondere dal banco. Poi il personale tiene molto all’aerazione della classe; porte e finestre aperte e siamo costretti a vestirci come dei vichinghi.

Questo in classe e nella scuola. All’uscita però ho visto un grande affollamento.

Sì: ci sono tre uscite molto ampie, ma l’uscita avviene in tempi molto ristretti. Se ti fermi in classe due minuti di più rischi di rimanere chiuso dentro. Quindi fuori c’è assembramento anche se tutti hanno un comportamento abbastanza responsabile. Siamo un duemila fra studenti, docenti, altro personale. Gente che fa dei lavori. Non credo si possa fare molto, nel caso di scuole così grandi.Cambiare gli orari? E’ stato tentato, ma realisticamente non è efficace.

Hai avuto la sensazione che di recente ci siano stati interventi di edilizia scolastica? Ampliamenti delle aule, diverso utilizzo degli spazi…

No non ne ho notati. Il liceo è un ambiente abbastanza ordinato; rispetto alla scuola media, molto più decoroso.

Torniamo all’oggi. Adesso sei in casa in quarantena: cosa è successo?

Un caso di positività asintomatica. Si è seguito il protocollo: la scuola è stata informata e la classe messa in isolamento fiduciario. La scuola continua in didattica a distanza. E’ stato un momento di grande confusione: disguidi organizzativi, malintesi con l’ASL. Incertezza sulla durata dei tempi di quarantena. Anche di quella positività non si era sicuri. Quindi, malintesi nella comunicazione tra studenti e scuola. Non sapevamo se si dovesse fare il tampone e dove farlo. Per cui noi stessi abbiamo dovuto chiedere chiarimenti ai medici di base.

Ci sono anche degli insegnanti a casa?

Ci sono insegnanti a casa. Anch’essi posti in quarantena. Anche lì ci sono aspetti organizzativi in gioco: cambia se ci sono stati contatti diretti o indiretti ma a distanza ravvicinata.
Per quanto riguarda la didattica a distanza qualche lacuna è insorta perché la scuola non ha fornito strumenti informatici specificamente destinati allo scopo: alcuni insegnanti fanno lezione col cellulare.

Come è organizzata la lezione in remoto? Quante ore di lezione, quante di studio.

Alcuni insegnanti fanno videolezione in aule vuote, alcuni da casa. Comunque non è variato l’orario rispetto alla lezione in classe. Per il liceo scientifico sono previste 27 ore a settimana e rimangono 27 ore a settimana. La difficoltà è che noi rimaniamo tutto quel tempo davanti a uno schermo, fino alle 13:30.

Secondo te gli insegnanti sono preparati per fare lezione in questo modo? A parte la preparazione, li vedi a loro agio o in difficoltà?

I nostri insegnanti sono molto bravi, impegnati ed organizzati. Semmai qualche incompetenza nel campo informatico. Dare ore di presenza. I problemi rimangono: per molte materie, non poter interagire, non fare domande. Ti manca il prof che lancia i gessetti a uno studente che sbaglia una risposta.
Poi ci sono i problemi tecnici: difficoltà di connessione, microfoni o videocamere che non si attivano.

Ci sono ancora dei compagni che giocano a Mission Impossible congelando la propria immagine video davanti al PC e se ne tornano a letto?

Assolutamente no. Siamo in una scuola in cui non è praticabile il “green screen”. Piuttosto capita di accorgersi di videocamere spente. In questo senso non si ha la certezza che la lezione sia seguita costantemente

Ti manca molto la possibilità di uscire?

Intanto il nostro compagno sospetto positivo è stato in casa una settimana. Poi il tampone ha individuato la positività, e la ASL ha sancito ulteriori 2 settimane di isolamento. Quindi il compagno è assente da 3 settimane. Noi come classe abbiamo mantenuto la didattica a distanza secondo le indicazioni della scuola, anche se la quarantena è prevista solo per 14 giorni. Comunque, dobbiamo stare a casa perché la scuola è chiusa a causa delle troppe classi in quarantena.

Come sono i tuoi compagni: vi sentite, vi tenete in contatto…”cazzeggiate” con il PC in attesa di tornare a scuola e al parco?

Mi sono trovato in una classe ottima: giochiamo e colloquiamo con whatsapp. Ma non vediamo l’ora di tornare a fare la partita al campetto dietro la scuola.

 

Gianpaolo Nardi

gianpalon@vicini.to.it

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 1.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +1 (from 1 vote)
Riapertura delle scuole: intervista a uno studente del Liceo Scientifico, 1.0 out of 10 based on 1 rating

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*