“La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.” SANT’AGOSTINO

Riapertura delle scuole: intervista a uno studente delle elementari

Riportiamo di seguito l’intervista a un bambino che frequenta il terzo anno della scuola primaria a Torino.

Come hai trovato la scuola quest’anno; ci sono differenze rispetto all’anno scorso?

E’ più noiosa. Entriamo uno alla volta. In fila indiana. Nei banchi, da seduti dobbiamo tenere la mascherina giù se no la maestra dice che soffochiamo. Quando ci alziamo dobbiamo tirarla su.

Come fate se dovete andare al bagno?

Al bagno possiamo andare solo 2 alla volta.

E ci andate da soli?

Si due insieme al massimo. L’intervallo lo facciamo metà classe alla volta.

Ma ci sono anche maestre nuove?

Si la maestra XX è morta di tumore l’altra è andata in pensione. Subito c’era quella di italiano, quella di matematica è arrivata dopo una settimana, no, di più. I compagni sono gli stessi: eravamo in diciotto ora c’è una nuova compagna.

Avete già fatto lezione, vi hanno dato qualche voto?

Si ho preso bravissimo per un tema.

Già i temi? Io li facevo in terza media non in terza elementare. Qual’ era il titolo?

Descrivi te stesso.

E tu?

Mi sono descritto.

E cosa hai detto di te stesso?

Che sono monello ma gentile. Che ho i capelli ricci biondo cenere

Non barare; biondo cenere te l’ha suggerito qualcuno.

Sì. Me l’hanno detto all’oratorio. Che amo tutti gli animali meno le mosche e le zanzare.

Misurate sempre la febbre?

Sì a casa sempre; solo una volta ci siamo dimenticati.

E all’oratorio?

Si ce lo provano. Noi abbiamo anche preso il termometro e ci siamo misurati la febbre dappertutto.

Dappertutto? Nooooo. Ma che schifo! Vi portate il termometro a scuola?

Ma no è quello che si misura sulla fronte.

Fiuuu! Il termoscanner! Non lo fate, non è igienico.

 

Gianpaolo

gianpaolon@vicini.to.it

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