“Pensa a tutta la bellezza ancora rimasta attorno a te e sii felice.”

Anna Frank

Natale e generazione digitale

Babbo Natale ha portato il nuovo smartphone. Ha un nome confidenziale, sembra un saluto tra amici. Quello vecchio non andava bene? Andava bene ma era obsoleto. Oggi servono almeno 6 pollici e tre per il display, 4 fotocamere, 4 giga di RAM e una serie di funzioni per capire le quali servirà fino al prossimo Natale, in tempo per la sostituzione con un modello upgradato.

Quale password vuoi inserire? Nessuna?? Ma bisogna mettere una sicurezza.!!

TI consiglio il riconoscimento facciale”. Sicurezza massima garantita. “Se te lo rubano nessuno lo potrà usare”. Già ma se poi mi prendono e mi strappano un occhio per attivarlo come nei film di Tom Cruise?

Lascia stare Tom Cruise e non farti fregare”, dice la zia. “Un momento hai gli occhiali, un altro il viso devastato dalle occhiaie, figuriamoci poi con la mascherina: finisci per andare nel panico nel solo rispondere a una telefonata”.

Va bene, metti una password. Noooo non il codice del bancomat. Se ti rubano il portafoglio col bancomat…”. Mai messo il telefono nel portafoglio insieme al bancomat.

Ok”. Mi giro un po’ da una parte e metto 12345, i figli donatori di smartphone non lo sapranno mai.

Come sblocco principale scelgo il riconoscimento digitale: la procedura per ricostruire l’impronta, cinque o sei passaggi nei quali viene disegnata ogni singola sinuosità, ogni singolo avvallamento dell’indice è una meraviglia, tecnologia e natura si fondono in armonia.

Perché 4 fotocamere? Io uso il telefono per fotografare la nonna sulla panchina di Alassio

Una fa da grandangolo, per il paesaggio, una per le macro; fotografi i fiori, gli insetti…” Mah: distinguere tra la cimice nostrana e quella asiatica può servire a prevenire l’invasione di massa? Se inizia zummo zummo e mi calcolo l’indice Rt.

Ce l’abbiamo fatta. Finalmente caricata l’app IO (quella che avevo caricato correttamente con lo smartphone precedente, ma finiti i passaggi mi diceva simpaticamente “Oooops qualcosa è andato storto: riprova” esibendo un ombrellino che si piega al vento della tempesta. E’ evidente che la app ha riconosciuto nello smartphone nuovo la sua anima gemella).

E’ finito il pranzo di Natale. Chiedo al nipote digitalizzato di spegnere la radio su cui girava un cd audio di musiche natalizie.

Ehm scusa, come si fa?

Cosa, spegnere la radio?

Non riesci a spegnere? Prova a dire ad alta voce-Sony CMT-CP11 spegniti” Mi guarda perplesso.

C’è un pulsante on-off obsoleto, lì sulla sinistra

 

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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