“L’uomo non sa accettare la vita nel suo nocciolo di casualità e di attesa. Paradossalmente vuole tutto e subito, ma arriva tardi o nel momento sbagliato.”
(Dino Buzzati)

27 gennaio: ricorda di non odiare.

“Meditate perché non accada mai piú”. Il monito di Primo Levi rinnova la sua forza ad ogni 27 gennaio, in cui si celebra la liberazione di Auschwitz e la condanna della Shoah. Il senso profondo della memoria, secondo l’autore di Se questo è un uomo, non sta solo nel rievocare “quelle” vittime, ma nel rifiutare le forme di violenza, xenofobia, antisemitismo, che possono serpeggiare in ogni tempo. Affinché  nessuna ostilità, nessun muro ideologico trovi radicamento, pena il rinnovo della catena infinita di sofferenza, dolore, morte.

A questi temi si riferisce il film di Mauro ManciniNon odiare, unico titolo italiano presentato in concorso alla Settimana della critica dell’ultima Mostra d’arte cinematografica di Venezia. Un  chirurgo di origine ebraica, Simone Segre, è testimone di un incidente automobilistico: interviene per soccorrere la vittima del pirata delle strada, ma, una volta scoperto sul petto del ferito il tatuaggio di una svastica, si irrigidisce e decide lasciare l’uomo al suo destino. Simone continua a provare una rabbia sorda nei confronti di quel nazismo che  aveva perseguitato e condotto nei campi di concentramento suo padre,  marchiandone il carattere e rendendolo una figura persino detestabile. Ma l’omissione di soccorso non lo risparmia dai sensi di colpa nei confronti dei figli della vittima: li va a cercare, per mettere in atto una qualche forma di riparazione,  entrando nelle loro vite e  cambiandole per sempre.

“Ho preso spunto da un fatto accaduto davvero in Germania, quando un medico di origine ebraica si rifiutò di operare un paziente che aveva un tatuaggio nazista”, ha dichiarato il regista Mancini. La tesi di questo dramma etico è che l’odio ha un effetto domino dalle conseguenze fatali sui destini delle persone: infatti solo uscendo dalla spirale generata da quell’odio il protagonista  potrà imprimere un cambiamento positivo nella vita degli altri e  dentro di sé.

Intorno alla “Giornata della memoria” può valer la pena recuperare in streaming questo film  –  di frasi secche e di forse troppi silenzi, ma dalle intenzioni apprezzabili – che regala due buone prove d’attore:   un intenso Alessandro Gassmann e la giovane talentuosa Sara Serraiocco, attraverso i quali riflettere  sui fantasmi dell’intolleranza e del razzismo che continuano a minacciare il nostro presente, ad abitare i nostri incubi.

Con: Alessandro Gassmann, Sara Serraiocco, Cosimo Fusco, Lorenzo Acquaviva, Luca Zunic

Disponibile in streaming video

Voto: 7,5/10

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

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