“Pensa a tutta la bellezza ancora rimasta attorno a te e sii felice.”

Anna Frank

Mozart: chi era costui?

Molti sono i lavori di Wolfgang Amadeus Mozart universalmente conosciuti e riconosciuti come capolavori assoluti: ma di chi parliamo? Chi era il Mozart umano, bambino, povero, massone, impaurito e malato aldilà del Mozart artista?

Per quanto la sua vita sia stata molto breve (trentacinque anni solamente, dal 1756 al 1791), Mozart riuscì a viaggiare moltissimo e a produrre un’incredibile quantità di composizioni; e ciò, a differenza di Haydn e di Beethoven, riguarda tutti i generi musicali diffusi all’epoca. Mozart nacque il 27 gennaio 1756 a Salisburgo. Il suo nome di battesimo era Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus: il giorno in cui nacque era la festa di san Giovanni Crisostomo, mentre gli altri due nomi erano quelli del padrino. Mozart preferì adottare la forma latina di Theophilus (Amadeus), abbreviandola quasi sempre in Amadè: la sua insofferenza per le “us” finali dei suoi nomi è rivelata dalla scherzosa firma apposta a qualcuna delle sue lettere (Wolfgangus Amadeus Mozartus).

Si farebbero risalire all’età di quattro anni i suoi primi tentativi di composizione. L’ambiente salisburghese, per quanto nobilitato dalla presenza di Michael Haydn (fratello di Franz Joseph, noto soprattutto per la sua musica sacra), non era abbastanza stimolante, così come non era bastante l’insegnamento musicale del suo pur espertissimo padre Leopold. Pertanto, quando Mozart aveva appena sei anni, ebbe inizio per lui una serie di viaggi impressionante, che lo mise a contatto praticamente con tutte le realtà musicali europee: suonò in tutte le principali corti europee, alla presenza dei più augusti sovrani (Maria Teresa d’Austria, Luigi XV di Francia, Giorgio III d’Inghilterra), vezzeggiato dovunque da stuoli di dame intenerite. Il piccolo eseguiva composizioni proprie ed altrui, leggeva qualsiasi musica a prima vista, improvvisava su temi fornitigli all’impronta, cantava con voce angelica, si esibiva al cembalo all’organo al violino, suonava ad occhi chiusi o con la tastiera coperta da un panno e riconosceva qualsiasi nota suonata da qualunque oggetto (strumenti, campanelli, bicchieri, orologi).

Nonostante alcuni riconoscimenti dall’estero (commissioni dal re di Prussia, inviti da Salomon a Londra, offerte da Olanda e Ungheria), la situazione economica si fece dal 1789 di giorno in giorno più difficile: i lauti guadagni dei primi anni viennesi si erano dileguati con estrema rapidità (forse anche per colpa del gioco del biliardo o delle carte), anche perché nel frattempo Mozart si era felicemente sposato con Constanze Weber, sorella di Aloysia, e ne aveva avuto un figlio (lezioni private, concerti e commissioni non bastavano più).

Il buon successo dell’opera buffa Così fan tutte (1790, la terza su libretto di da Ponte) fu anche funestato dalla morte dell’imperatore Giuseppe II, che fece interrompere le rappresentazioni. Per l’incoronazione a re di Boemia del nuovo imperatore, Leopoldo II, gli fu commissionata l’opera seria Clemenza di Tito, su testo (riarrangiato) del Metastasio; ma pare che l’imperatore festeggiato la definisse “una porcheria tedesca”.

Circa la morte di Mozart, assolutamente non sostenibile è l’ipotesi di un avvelenamento da parte di Salieri: era egli un grande operista seguace di Gluck, ampiamente stimato e abbondantemente eseguito tanto a Vienna quanto a Parigi (Mozart stesso fu profondamente influenzato dalla sua opera buffa La grotta di Trofonio del 1785); per di più, egli apprezzava molto la musica del suo giovane collega.

L’anonimo committente del Requiem sarebbe stato inteso da Mozart come un personaggio d’oltretomba (suo padre?), che lo spingeva a comporre una musica funebre per Wolfgang stesso. Il committente era il conte Walsegg-Stuppach, il quale avrebbe probabilmente contrabbandato la composizione mozartiana come propria, in onore della moglie recentemente defunta. Accanto al tormentato e infine incompiuto Requiem, Mozart produsse negli ultimi mesi anche quel capolavoro di sorridente saggezza che è Il flauto magico (1791), inteso come metafora del cammino iniziatico della massoneria (il raggiungimento della felicità attraverso l’esercizio morale della saggezza). Mozart era diventato massone nel 1784 e per i “liberi muratori” aveva composto molte musiche, perlopiù nella tonalità solenne e “massonica” di mib maggiore; anche Haydn si era affiliato ad una loggia massonica nel 1785, ma dopo tale cerimonia pare non se ne sia più interessato.

La causa della morte, avvenuta il 5 dicembre 1791, è probabilmente da attribuire a febbre infiammatoria reumatica (ma sono state avanzate molte altre ipotesi): secondo l’uso viennese dell’epoca per le persone non ricche, il suo corpo fu sepolto in una fossa comune. Il funerale, a cui parteciparono Salieri, van Swieten e l’allievo Süssmayr, non avvenne sotto una terribile tormenta di neve come vuole la leggenda: era una giornata invernale dolce e mite.

Matteo Gentile

matteog@vicini.to.it

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