“Ottimista è una persona che se fa un passo avanti e due indietro non pensa sia un disastro ma un cha cha cha”. Mafalda

Nisa, sorge in Borgo San Paolo una nuova libreria

La Libreria Nisa è l’ultima libreria indipendente nata a Torino nel quartiere San Paolo, inaugurata nell’ottobre scorso. Collocata in via Braccini 93/B angolo via Lurisia, a due passi da Piazza Generale di Robilant, gode di una fortunata posizione, strategica con le sue ampie vetrate piene di luce, che ti affascinano passandoci davanti, dandoti l’impressione di entrare in libreria anche se non ne hai ancora varcato la soglia.

Mattia Mortarini, il giovane proprietario che ha avviato l’attività e realizzato il sogno di diventare libraio, ci racconta la genesi di questa sua impresa così audace in questi tempi di pandemia e la storia che sta dietro al bizzarro nome che ha scelto per la sua libreria, Nisa, come all’ancor più misterioso logo che riporta il disegno stilizzato del muso di un cane che sembra porgerti un libro che tiene in bocca.

Ci racconta così che la sua primaria formazione risale all’archeologia e come archeologo ha partecipato a degli scavi in Turkmenistan, presso la città di Nisa, appunto, insieme alla sua compagna Eleonora che abitualmente lo affianca in libreria. Da qui la scelta di assegnare questo nome al locale. Il logo, invece, è legato alla triste storia del suo cane, morto a causa di una partita avariata di cibo distribuita in commercio e che ha danneggiato irreparabilmente il suo organismo. Mi racconta questa storia mentre sono seduta sulla (troppo) comoda poltrona di velluto grigio collocata nell’angolo della sua libreria e, ascoltandolo, mi sembra di sentire un racconto di Charles Dickens, sarà l’atmosfera, sarà l’effetto e il profumo del giardino di libri che mi circonda, ma l’ambiente emana un aroma rilassante e distensivo.

Credo che Mattia sia riuscito nel suo intento – che mi rivela apertamente – di voler fare della sua libreria un luogo di passaggio e di ritrovo, per chi voglia solo curiosare, ma anche per gli intenditori più esigenti e raffinati alla ricerca di volumi di nicchia. E qui non si fa scoprire impreparato: ha frequentato la Scuola Librai Italiani a Roma e vanta un lungo tirocinio in una delle più importanti e quotate – soprattutto dal punto di vista della qualità – librerie indipendenti della città, Il Ponte sulla Dora di Rocco Pinto, in Borgo Rossini.

Come pedigree, insomma, ha tutti i numeri per poter essere definito un libraio professionista, perché è certamente un mestiere che non ci si può permettere di giocare sull’improvvisazione.

E Mattia Mortarini, da curato perfezionista quale ci confessa di essere, lo sa bene e lo dimostra: un paio di clienti, due giovanissime ragazze desiderose di fare un regalo, forse di compleanno?, al proprio papà interrompono la nostra chiacchierata per rivolgere una richiesta che pare un test, un esame di prova per il neo-librario, quasi a voler sondare il suo livello di preparazione e di competenza. Vorrebbero regalare, dicono le ragazze, un libro che parli della Sardegna, ma che sia anche un romanzo storico, magari con dentro anche un po’ di calcio. Mattia ci mette neanche una manciata di secondi a suggerire un libro di Marcello Fois, pubblicato l’anno scorso, di cui accenna loro la trama. Considero, così, che la vera essenza di un autentico libraio – che non manca certo a Mattia – non sia tanto la conoscenza a menadito di autori e titoli, di libri pubblicati a catalogo o della storia e natura delle varie case editrici, aspetti certo importanti  per svolgere al meglio la professione, ma la sagace abilità di ammaliare chi ascolta, con il racconto della trama di un libro, seducendo il lettore e suscitando in lui il desiderio irrefrenabile di voler portare a casa quel libro e quella storia.

La libreria, dotata di una sua dignitosa metratura, è limitata da pareti bianche che riescono a mettere ben in risalto i colori delle pubblicazioni che sono di «varia» – cioè praticamente tutti i libri tranne gli scolastici e i tecnico-universitari – collocati e divisi principalmente per genere. In un angolo troviamo anche uno spazio riservato ai più piccoli e ai ragazzi, con un nutrito scaffale di scelte editoriali davvero accattivanti.

Mattia Mortarini cura anche minuziosamente la pagina Facebook, creando un luogo virtuale dinamico e d’incontro che è lo specchio della sua libreria, un punto di connessioni territoriali e di confronto culturale nel borgo. I presupposti per riuscire nel suo intento, insomma, certamente non mancano.

Loredana Pilati

loredanap@vicini.to.it

 

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