Gli incontri organizzati attraverso un computer vanno bene, se sei un computer.

(Rita Mae Brown)

SEEYOUSOUND: 19-25 febbraio 2021

Con la conferenza stampa odierna si apre la settima edizione di SEEYOUSOUND, primo festival internazionale italiano dedicato interamente al cinema a tematica musicale: sarà la nuova sala virtuale PLAYSIS.TV ad ospitare, dal 19 al 25 febbraio 2021, il ritorno di uno tra i primi eventi italiani obbligati allo stop causa emergenza sanitaria.

Leitmotiv di questa nuova edizione è Can’t Stop Music!, perché la musica non può e non deve fermarsi: 81 film tra lungometraggi, documentari, cortometraggi e videoclip con 6 anteprime assolute e 15 italiane, 1 concorso dedicato alle sonorizzazioni, 1 focus trasversale, 1 panel, 7 talk e 7 concerti live in streaming saranno visibili per 7 giorni a partire dalle 9.00 del mattino (ticket singoli e abbonamenti sono acquistabili su www.sseyousound.org e www.playsys.tv). Sette giorni di festival, settima edizione, sette le note musicali e settima l’arte del cinema: il numero 7, elemento ricorrente, è iconicamente rappresentato anche nel fulmine che caratterizza il logo dell’edizione; quel «fulmine a ciel sereno», racconta il direttore creativo Giampaolo Berra, che «avrebbe potuto interrompere la storia del festival e che è stato invece catalizzatore di nuove energie».

La giuria, sempre più internazionale grazie soprattutto al “fattore online“, è presieduta per i lungometraggi da Stephen Kijak (regista dalla carriera ventennale, ha documentato icone come David Bowie e Rolling Stones) e per i videoclip da Ian Pons Jewell (giovane e dotatissimo regista londinese). Torna in seconda edizione anche FREQUENCIES, progetto vincitore del bando di TourDAYS della Città di Torino, con artisti emergenti chiamati alla sonorizzazione dopo una residenza artistica quest’anno evidentemente virtuale.

«Fondamentale è stato il contributo delle istituzioni», insiste Carlo Griseri, direttore del festival ormai da quattro anni: «La Regione Piemonte, il Comune di Torino, la Fondazione CRT, il Museo Nazionale del Cinema, l’Iren e il nostro fedele sponsor Diplomático hanno confermato le quote dei bandi 2020 e sostenuto il progetto in ogni direzione, fornendo quell’appoggio emotivo, umano, concreto ed economico che oggi ci permette di essere qui». Sulla stessa linea prosegue l’Assessore alla Cultura della Città di Torino Francesca Leon: «Lo scorso anno il festival è stato tra i primi chiusi per l’emergenza sanitaria: riprendere così è un bel segno di speranza. Vuol dire che stiamo viaggiando verso questo nuovo 2021, con nuovi strumenti e nuove impostazioni». Stretto è anche il rapporto con il Teatro Baretti di Torino, scelto come sede fisica per la sezione “in presenza” del festival: Cristina Voghera, presidente dell’Associazione Baretti, precisa: «Il Teatro Baretti è lieto di accogliervi e di dire che, come voi, neanche noi siamo mai stati fermi: ancora oggi andiamo in streaming con gli spettacoli teatrali. Sulla parte cinema ci eravamo invece dovuti fermare, perciò questa collaborazione ci permette di riposizionare un nostro focus importante». «D’altronde», aggiunge Griseri, «quell’edizione ancora scalcagnata del 2015 era nata proprio qui!». Conclude il vicedirettore del festival Alessandro Battaglini: «Mi ricordo che trauma fu per me il 23 febbraio interrompere tutto, l’avevo presa molto molto male e pensavo che fosse tutto finito, che non ci fosse possibilità di rialzarci. E invece…».

La competizione internazionale prevede una sezione fiction, oggi al lavoro per tentare di risolvere rapidamente i problemi della piattaforma entro il 19, e una sezione documentari. I tre film in concorso per la prima sezione saranno: Variações di João Maia (venerdì 19 febbraio), omaggio alla prima superstar portoghese dichiaratamente omosessuale António Variações; Tsoi di Alexey Uchitel (domenica 21), biopic atipico su Viktor Tsoi, leader dei Kino e più grande rockstar della Perestrojka; The Ragged Life of Juice Leskinen di Teppo Airaksinen, film ruvido e toccante sulla vita di Juice Leskinen, padre fondatore del rock finlandese. Nella seconda sezione troveremo invece: A Song Called Hated di Anna Hildur (venerdì 19), che riflette sul ruolo dell’artista nel mondo contemporaneo attraverso la vicenda della band islandese Hatari;

In A Silent Way (sabato 20), in cui Gwenaël Breës indaga sui Talk Talk e sul loro album Spirit of Eden (1988); This Film Should Not Exist di Nicolas Drolc (lunedì 22 febbraio), che segue vent’anni di carriera di Ben Wallers, eccentrico musicista underground e icona Lo-fi anni ’90; Ronnie’s (mercoledì 24) di Oliver Murray, brillante omaggio a Ronnie Scott e al suo jazz club londinese noto in tutto il mondo.

 

La sezione dedicata ai videoclip, con i migliori lavori di questo 2020, registra una provenienza artistica e di produzione molto eterogenea dal punto di vista stilistico e geografico (15 Paesi, mai così tanti): si viaggia dalla Slovacchia alla Lituania, passando per le periferie moscovite. Accanto alla ricca sezione cortometraggi 7INCH, curata dai giovanissimi Matteo Pennacchia, Sara Bianchi e Chiara Rosaia, si aggiungono la sezione non competitiva RISING SOUND a tema Trans-Global Express (che include la songline oceanica a tema ambientalista Small Island, Big Song), la rassegna INTO THE GROOVE (con La musica non basta, sui giovani talenti torinesi della band Eugenio in Via Di Gioia) e il panel di approfondimento Seeyousound Live Show, con ospiti di rilievo internazionale.

Matteo Gentile

matteog@vicini.to.it

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